Vaiolo delle scimmie, identificati altri due casi sospetti allo Spallanzani

Vaiolo delle scimmie, identificati altri due casi sospetti allo Spallanzani

ITALIA – Il primo caso in Italia di infezione da vaiolo delle scimmie sembra non essere un episodio totalmente isolato, alimentando maggiormente i rischi e i timori in un periodo dove nulla può passare in secondo piano e dove tutto ha il dovere di essere analizzato con scrupolosità per evitare problematiche che diventerebbero ingestibili.

Oltre all’uomo rientrato dalle Canarie in discrete condizioni di salute, l’ospedale Spallanzani di Roma ha reso noto che altri due casi sospetti di vaiolo delle scimmie sono in corso di accertamento da parte dei medici.


Al momento i tre casi osservati e gli altri casi verificatesi negli altri Paesi europei e in Nord America non presentano segni clinici di gravità. La trasmissione può avvenire attraverso le goccioline di saliva e il contatto con le lesioni o i liquidi biologici infetti“, segnala il noto ospedale romano.

Di recente sono stati osservati casi anche nel Regno Unito. A tal proposito, l’UKHSA, Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, ha reso noto che chiunque abbia dubbi sulla possibilità di essere stato infettato dovrebbe consultare un operatore sanitario prima di una visita in ospedale, tenendo in considerazione che, in caso di contagio, di solito ci vogliono dai 5 ai 21 giorni prima che si manifestino i sintomi, cioè mal di testa, febbre, dolori muscolari, mal di schiena, linfonodi ingrossati e brividi.

Il vaiolo delle scimmie non si diffonde facilmente tra la gente e il contagio può avvenire così: toccando indumenti, lenzuola o asciugamani usati da qualcuno con l’eruzione cutanea, toccando vesciche o croste della pelle e tramite tosse o starnuti.

Fonte foto Wikipedia