Matrimoni 2021, si attende il decreto riaperture. Flash mob a Montecitorio: da Enzo Miccio a Federmep, il grido d’allarme

Matrimoni 2021, si attende il decreto riaperture. Flash mob a Montecitorio: da Enzo Miccio a Federmep, il grido d’allarme

ITALIA – Ancora attese e incertezze per la ripartenza dei matrimoni e del settore del Wedding nel 2021, una delle categorie più colpite dalla pandemia. Migliaia di coppie in tutta Italia attendono di potere celebrare il giorno più bello della loro vita e i rappresentanti del settore, con in cima il famoso wedding planner italiano Enzo Miccio, hanno lanciato il loro grido d’allarme. Nel mezzo la previsione del ministro per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, che aveva segnalato durante gli Stati generali proprio il 20 aprile come data di ripartenza. Una previsione purtroppo disattesa e che ha portato a un’altra ondata di rabbia da parte degli operatori del settore dei matrimoni, dagli sposi ai wedding planner arrivando al catering. Disattesa come la promessa del Governo nazionale di mettere in calendario la ripresa del settore wedding.

Ripartenza matrimoni: il flash mob a Montecitorio

L’argomento non sarebbe stato nemmeno trattato; per questo è previsto un flash mob il 26 aprile in piazza Montecitorio dalle 12 alle 14 organizzato dall’associazione “Insieme per il Wedding”. La piazza sembrerebbe essere stata concessa regolarmente e la protesta mira a chiedere la ripartenza certa dei matrimoni per maggio 2021. Anche la chiesa è vicina alla protesta dei rappresentanti del settore, tanto che simbolicamente sarà presente una coppia di di futuri sposi – che avrebbero rinviato per 4 volte la loro festa -, i quali riceveranno una benedizione da un prete cattolico come buon auspicio. L’obiettivo della manifestazione è quello di ottenere una data certa per la ripartenza del settore.


L’appello di Federmep

Con una nota, Serena Ranieri, presidente dell’Associazione delle imprese e dei liberi professionisti del settore – Federmep – ha parlato delle riaperture generali previste in Italia dal 26 aprile, specificando però che tra i settori citati esplicitamente non figura quello dei matrimoni. “Si tratta di un settore che conta oltre 50mila operatori economici e mezzo milione di persone, i quali attendevano e attendono di poter riprendere la propria attività, pronti ad adottare tutte le misure di sicurezza sanitarie necessarie“, si legge nella nota. Sembrerebbe che Federmep e Assoeventi-Confindustria abbiano, in tal senso, preparato un protocollo con tutte le misure necessarie alla ripartenza in sicurezza, che a breve sarà consegnato al presidente della Conferenza Stato-Regioni Fedriga. Serena Ranieri e tutti i lavoratori facenti parte del mondo dei matrimoni sperano in date certe nel decreto riaperture, che dovrà essere discusso a giorni durante il Consiglio dei Ministri. “Non darci certezze adesso significherebbe compromettere tutta la stagione estiva“, conclude la nota di Federmep.

Enzo Miccio e la ricerca Jfc: il grido d’allarme del Wedding

Giorni fa il famoso wedding planner italiano, Enzo Miccio, aveva lanciato un forte grido d’allarme (facendo valere anche e soprattutto la sua fama in Italia) per tutta la filiera dei matrimoni e del Wedding. “Non ce la facciamo più. Non c’è stato mai nessuno in questo doloroso anno, tra i nostri governanti, che abbia speso una sola parola per il settore dei matrimoni. Si parla giustamente delle riaperture dei ristoranti, dei cinema, dei teatri, delle palestre e delle piscine. E noi?“, aveva tuonato Miccio. Secondo le sue parole sono a rischio ben 560mila posti di lavoro. “Vogliamo un protocollo serio“, il suo appello. Preoccupazioni e paure confermate anche da un recente sondaggio di Jfc, che ha fatto notare come la pandemia abbia messo in ginocchio tanto il settore del turismo, quanto la prolifica “industria” legata al settore matrimoni e ha totalmente massacrato il Wedding Tourism, che prima della pandemia faceva registrare numeri da sballo (nel 2019 1 milione 783mila presenze generate dall’organizzazione di 9.018 matrimoni di stranieri in Italia, per complessivi 486 milioni di euro di fatturato).

Fonte immagine Regione Siciliana