Coronavirus in Italia, il report settimanale: epidemia in peggioramento e rapida evoluzione verso lo scenario 4

Coronavirus in Italia, il report settimanale: epidemia in peggioramento e rapida evoluzione verso lo scenario 4

Il Ministero della Salute ha reso noto il report settimanale relativo all’andamento del Coronavirus in Italia dal 19 al 26 ottobre, mostrando i dati di un Paese purtroppo in evoluzione verso lo scenario 4 della pandemia.


Si ricorda, però, che il quadro epidemiologico descritto precede l’adozione delle misure restrittive introdotte dal Dpcm del 24 ottobre scorso.

Italia verso lo scenario 4

“L’epidemia in Italia è in ulteriore peggioramento, con un numero di nuovi casi segnalati quasi raddoppiato rispetto alla settimana del 12-­18 ottobre 2020 (100.446 casi rispetto a 52.960 casi nella settimana precedente), compatibile ancora complessivamente con uno scenario di tipo 3 ma in evoluzione verso uno scenario di tipo 4. Si segnala che in alcune Regioni italiane la velocità di trasmissione è già compatibile con uno scenario 4 con rischio di tenuta dei servizi sanitari nel breve periodo”. A questo si aggiunge una sempre maggiore difficoltà a reperire dati completi a causa del grave sovraccarico dei servizi territoriali, che potrebbe comportare una sottostima dei dati in alcuni territori. Inoltre, nel corso di una conferenza stampa, gli esperti del Ministero della Salute hanno confermato la situazione di alto rischio per 11 Regioni, compresa la Sicilia (ne abbiamo parlato qui).


“Questa settimana, per la prima volta, è stato segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione dei posti letto in area medica (40%)”, si legge nel report.

Raccomandazioni del Ministero della Salute

Seguono le raccomandazioni per limitare il numero dei contagi, fondamentale per evitare il rischio di un nuovo lockdown: “Si conferma che è necessaria una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone in modo da alleggerire la pressione sui servizi sanitari. È fondamentale che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie ed è altresì fondamentale rimanere a casa il più possibile. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-­‐sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine. Si ribadisce la necessità di rispettare le misure raccomandate dalle autorità sanitarie, compresi i provvedimenti quarantenari dei contatti stretti dei casi accertati e di isolamento dei casi stessi”.

“Si invitano le Regioni/PA a realizzare una continua analisi del rischio, anche a livello sub­‐regionale, e a considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette in base al livello di rischio”.

Punti chiave

Questa settimana si osserva un forte incremento dei casi con l’incidenza cumulativa (dati: ISS) negli ultimi 14 giorni a 279,72 per 100,000 abitanti nel periodo 12-25 ottobre. Nello stesso periodo, il numero di casi sintomatici è raddoppiato: da 27.117 (periodo 5-18 ottobre) a 54.377 (12-25 ottbre).

L’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,70 (95%CI: 1,49 – 1,85). Si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 nella maggior parte delle Regioni/Province Autonome italiane.

“Si osserva un peggioramento nella qualità dei dati riportati al sistema di sorveglianza integrato sia per tempestività (ritardo di notifica dei casi rapportati al sistema di sorveglianza su dati aggregati coordinati dal Ministero della Salute) sia per completezza. Questo, di per sé, è un ulteriore elemento di criticità di resilienza e può portare a una sottostima della velocità di trasmissione e del rischio”.

Problemi anche nella strategia del tracciamento: “Continua a scendere la percentuale dei casi rilevati attraverso attività di tracciamento di contatti (19,2%) mentre si continua a osservare un aumento nella percentuale dei casi rilevati per la comparsa di sintomi (32,6%). Rimane relativamente stabile (28,3%) la percentuale dei casi che è stata rilevata attraverso attività di screening, mentre si conferma l’aumento (19,9%) della percentuale dei casi per cui non è stato riportato il motivo dell’accertamento diagnostico”.

“Continua ad aumentare il numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione note (49.511 casi questa settimana contro i 23.018 la settimana precedente), che supera l’80% dei nuovi casi segnalati in alcune aree”.

“Questa settimana, per la prima volta è stato segnalato il superamento in alcuni territori della soglia critica di occupazione in aree mediche (40%) ed esiste un’alta probabilità che 15 Regioni/Province Autonome superino le soglie critiche di terapia intensiva e/o aree mediche nel prossimo mese”, si legge nel documento del Ministero della Salute.

Coronavirus Sicilia

Nel report settimanale sono inclusi anche i dati relativi alle singole Regioni, compresa la Sicilia, considerata tra i territori a rischio elevato. Il documento è visualizzabile a questo link.

Video

Ecco il video del commento di Gianni Rezza al report settimanale 19-26 ottobre.

 

 

Fonte immagine, video e dati: Ministero della Salute