Scandalo al San Luigi di Catania, tamponi effettuati in mezzo all’immondizia: cosa è accaduto realmente

Scandalo al San Luigi di Catania, tamponi effettuati in mezzo all’immondizia: cosa è accaduto realmente

CATANIA – Igiene e sicurezza, sono queste le parole che da marzo sono diventate dei veri e propri “trend topic” (per usare un termine riferito agli hashtag di tendenza su Twitter) in Italia e nel mondo. Dalla TV a internet, passando anche per la cara e vecchia carta stampata, la “propaganda” dell’igiene come primo step per contenere la diffusione del “mostro invisibile” ha riempito le nostre vite negli ultimi 7 mesi. Certamente, le disposizioni basilari in materia igienica non dovrebbero mai “passare di moda“; l’insegnamento di tutte le mamme del mondo, “lavati le mani quando torni da fuori“, non può e non deve essere applicato solo in situazioni d’emergenza.


Se tali regole non scritte, da seguire per rispetto di se stessi e degli altri, vanno applicate nella vita di tutti i giorni, si vada a pensare a quali rigidi protocolli debbano sottostare gli ospedali per tutelare personale e pazienti. Delle regole precise e puntuali, da rispettare in tempi normali e ancora più severe in questo particolare e difficile periodo storico. Inoltre, il mancato rispetto delle stesse nelle strutture ospedaliere potrebbe portare a conseguenze non di poco conto, se non terribili in certi casi.


In tal senso, ha fatto scalpore un’immagine inviataci da un nostro lettore direttamente dall’ex ospedale San Luigi di Catania, sito al viale Alexander Fleming. Nello scatto sono stati ritratti degli operatori sanitari intenti a effettuare tamponi (vedere immagine in evidenza). Niente di strano verrebbe da pensare; se non che, tali operatori hanno svolto la fondamentale mansione in condizioni igieniche non conformi agli standard, soprattutto di questi tempi. All’aperto, senza gazebo, un tavolinetto utilizzato per poggiare i materiali utili e in mezzo all’immondizia.


Inaccettabile“, è il primo pensiero che verrà ai più e che, sinceramente, verrebbe a chiunque, osservando la fredda immagine. Una foto agghiacciante a primo impatto, ma che, in quanto inanimata, non può rispondere a delle accuse legittime. La risposta arriva direttamente da fonti interne all’ospedale interessato dallo “scandalo”. Dalle fonti acquisite, lo scatto incriminato ha interessato un momento particolare della classica giornata del nosocomio catanese. Si sarebbe infatti trattato di alcuni tamponi (sembrerebbe 3) effettuati d’urgenza nei confronti di alcuni componenti del personale risultati positivi al test sierologico.



Le modalità immortalate nella foto non rappresenterebbero, dunque, la normalità per l’ospedale San Luigi. Ci è stato inoltre segnalato che i tamponi ai soggetti interessati sarebbero stati effettuati all’interno delle auto.

Dei test, insomma, non programmati, improvvisi. Una soluzione d’emergenza, ma di certo errata, non gestita nel migliore dei modi dal personale e dai “piani alti”. Una situazione probabilmente innocente, ma comunque spiacevole, che ha portato l’Asp di Catania a scusarsi con l’utenza. Attraverso una nota l’Asp ha dichiarato: “Ci scusiamo con l’utenza che ha dovuto assistere a questo episodio. La soluzione, sebbene adottata in via d’urgenza, è stata inopportuna. Saranno verificate responsabilità e adottati i necessari interventi correttivi affinché non si ripetano simili circostanze“.

Insomma, un errore di valutazione che non può passare in secondo piano e che è stato immediatamente impugnato da chi di dovere all’interno dell’Azienda sanitaria provinciale. In tal senso, è stato comunicato dalla stessa Asp che l’attività dei cosiddetti tamponi drive-in, in accordo con la Protezione Civile, sarà programmata con il gazebo e tutte le modalità già conosciute in modo da normalizzare la situazione dell’ospedale San Luigi ed evitare il ripetersi di scene del genere, non gradite dall’utenza e certamente non volute dal personale sanitario. Un errore da non ripetere e che, ci fidiamo della competenza dell’Asp, non verrà più ripetuto.