Mafia, la scalata sospetta da manovale a imprenditore: confiscato patrimonio da 5 milioni di euro a Girolamo Taormina - DETTAGLI e VIDEO - Newsicilia

Mafia, la scalata sospetta da manovale a imprenditore: confiscato patrimonio da 5 milioni di euro a Girolamo Taormina – DETTAGLI e VIDEO

Mafia, la scalata sospetta da manovale a imprenditore: confiscato patrimonio da 5 milioni di euro a Girolamo Taormina – DETTAGLI e VIDEO

PALERMO – La Polizia di Stato ha sottoposto a confisca un patrimonio del valore complessivo di oltre 5 milioni di euro riconducibile all’imprenditore palermitano Girolamo Taormina, 36 anni. Il provvedimento è stato emesso dal Tribunale di Palermo – Sezione Misure di Prevenzione, su proposta del procuratore della Repubblica di Palermo, sulla base degli esiti delle indagini patrimoniali condotte dall’Ufficio Misure di Prevenzione Patrimoniali della Divisione Anticrimine della Questura di Palermo.

La confisca, che costituisce il naturale epilogo del sequestro già eseguito nel 2014, su proposta del Questore di Palermo, riguarda nello specifico i seguenti beni: un appartamento di Palermo, il compendio aziendale di 2 società operanti nel settore della distribuzione all’ingrosso di carni (denominate “Ingross Carni srl” e “Punto Carne srl“), un supermercato che si trova a Palermo in via Danimarca e la quota pari al 50% del capitale sociale della società “Princess Scalea Club”.



Con il medesimo provvedimento il Tribunale di Palermo ha anche applicato nei confronti del 36enne la misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno per la durata di 3 anni.

La figura di Girolamo Taormina, quale elemento di spicco del mandamento mafioso di Tommaso Natale che si è riuscito a imporre nel settore dell’imprenditoria locale sfruttando la forza di intimidazione legata alla sua appartenenza a Cosa Nostra, è emersa nell’ambito dell’operazione antimafia “Apocalisse”, condotta dalla Squadra Mobile di Palermo il 23 giugno 2014, quando è stato arrestato per i reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, di estorsione aggravata dal metodo mafioso e di concorrenza sleale con violenza e minaccia aggravata dal metodo mafioso.


Successivamente, nel giugno del 2017 è stato condannato alla pena di anni 13 di reclusione.

Attraverso complesse e articolate indagini patrimoniali svolte dalla Divisione Anticrimine della Questura di Palermo nei confronti di Taormina, in ragione della sua pericolosità sociale derivante dall’accertata appartenenza all’organizzazione mafiosa “Cosa nostra”, è stato, così, possibile ricostruire la scalata economica che gli ha consentito, da semplice manovale in una ditta di costruzioni, di diventare punto di riferimento per la commercializzazione e la distribuzione della carne nel settore occidentale della città di Palermo. Infatti, attraverso una sapiente regia occulta e con l’uso dei tipici strumenti intimidatori riconducibili a “Cosa nostra”, Taormina è riuscito a costituire le 2 società, oggi oggetto di confisca, affermatesi poi sul mercato in posizione di assoluto privilegio e notoriamente sostenute dai vertici del mandamento mafioso di Tommaso Natale, mediante l’imposizione delle forniture da un lato e la contrazione della libera concorrenza dall’altro.

Le indagini patrimoniali della Polizia di Stato hanno, inoltre, consentito di accertare come il giovane abbia investito la mole di guadagni accumulata nel settore della commercializzazione della carne in altri ambiti e, in particolare, nell’apertura del supermercato di via Danimarca, oggi confiscato.

L’attività di indagine ha reso possibile ricostruire le dinamiche delle società che, al di là dell’apparente veste formale di soggetti economici autonomi, venivano gestite direttamente o indirettamente dal 36enne, costituendo un “unicum”, ossia un centro di imputazione di interessi commisti tra attività di impresa e attività mafiosa, che nasce, si afferma e si sviluppa grazie al ruolo dello stesso nel sodalizio mafioso di Tommaso Natale, dimostrando ancora una volta il persistente interesse dell’organizzazione mafiosa ad acquisire il controllo delle attività economiche sul territorio.

 

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