Debutto progetto “Ragazzi in cerca d’autore” del Centro Giustizia Minorile sul palco del Teatro Stabile Mascalucia Mario Re

Debutto progetto “Ragazzi in cerca d’autore” del Centro Giustizia Minorile sul palco del Teatro Stabile Mascalucia Mario Re

MASCALUCIA –Porteremo in scena una versione riadattata di ‘Novecento’ di Alessandro Baricco, facendo leva sul tema della libertà, scelto per la rappresentazione finale del progetto ‘Ragazzi in cerca d’autore’ ideato e sostenuto dal Centro giustizia minorile di Palermo rivolto ai giovani ed adulti delle Comunità alloggio dei Distretti di Catania e Palermo“.

Debutto progetto “Ragazzi in cerca d’autore” del Centro Giustizia Minorile sul palco del Teatro Stabile Mascalucia Mario Re

Con queste parole i Maestri d’arte Rita Re ed Andrea Zappalà del Teatro Stabile di Mascalucia Mario Re parlano della loro esperienza come docenti del laboratorio teatrale condotto tra le comunità catanesi “Niside” e “Comu Casa” di Biancavilla a carico dell’USSM, Ufficio Servizio Sociale per minorenni, che dopo ben dieci mesi di lavoro, composto da diversi incontri settimanali vedrà giovani ed adulti, che hanno partecipato al progetto formativo, debuttare lunedì 30 ottobre, alle ore 11, sul palco del Teatro Stabile Mascalucia.

Le parole di Rita Re ed Andrea Zappalà

Abbiamo lavorato alla creazione di un gruppo affiatato all’interno del quale coesistono due comunità differenti, una maschile e una femminile e gli educatori dell’una e dell’altra – dichiarano i due attori e registi -, hanno lavorato insieme persone che non si conoscevano ma che condividono la realtà complicate, percorsi ed esperienze significative“.



Superato l’imbarazzo e le resistenze fisiologiche, nonostante il poco tempo a disposizione, i ragazzi, assetati di nuove esperienze si sono fidati e affidati, e insieme ai loro educatori curiosi di intraprendere questo nuovo percorso educativo scoperto attraverso il gioco del teatro.

Se la nostra società – concludono Re e Zappalà – una volta che queste persone saranno fuori dalle comunità gli consentirà di innaffiare questo seme che abbiamo impiantato prendendosene cura avremo vinto noi ma sopratutto sarà data una reale e concreta seconda possibilità a questi giovani“.