Raffaele Lombardo assolto in Cassazione: si conclude una vicenda giudiziaria durata oltre dodici anni

Raffaele Lombardo assolto in Cassazione: si conclude una vicenda giudiziaria durata oltre dodici anni

CATANIA – Giunge ai titoli di coda la vicenda giudiziaria che per oltre 12 anni ha visto coinvolto Raffaele Lombardo, ex governatore siciliano accusato di concorso in associazione mafiosa e corruzione elettorale. La Cassazione ha confermato l’assoluzione, già stabilita nel processo d’appello: ha infatti rigettato il ricorso della Procura generale di Catania contro l’estraneità di Lombardo ai reati per i quali era indagato. Nell’udienza, che ha avuto luogo stamattina, era stato il procuratore generale a chiedere di annullare con rinvio la sentenza dell’assoluzione, sulla base di un ricorso che era stato presentato nel tentativo di cambiare la sentenza che ha dichiarato innocente l’ex presidente della Regione. Per il momento Raffaele Lombardo non ha commentato l’esito del processo, ma i presenti hanno affermato che era visibilmente emozionato. Nessuna dichiarazione neanche da parte dei suoi legali: Vincenzo Maiello e Maria Licata.



 

 

 

 

 

 

Catania, assolto l’ex presidente Raffaele Lombardo: deteneva fucili d’epoca

La Quarta Sezione Penale del Tribunale di Catania aveva già assolto a gennaio 2022, perché il fatto non costituisce reato, l’ex presidente della Regione SicilianaRaffaele Lombardo, dall’accusa di detenzione illegale di armi da fuoco. I giudici avevano disposto anche la confisca e la distruzione delle armi e delle munizioni. Al centro del processo le indagini, avviate nell’aprile del 2014, la detenzione di nove fucili da collezione acquistati da Lombardo alla casa d’aste viennese Dorotheum di cui non era stata denunciata la detenzione. I difensori di Lombardo, gli avvocati Mario Brancato e Giuseppe Grasso, hanno sostenuto la tesi che della loro gestione amministrativa si erano occupate altre volte la segreteria e la scorta dell’allora governatore e che per il lotto in questione l’omessa denuncia era dovuta soltanto a un disguido di carattere organizzativo. “Il Tribunale ha accolto la nostra tesi – commenta l’avvocato Brancato – ma a conclusione di un processo durato otto anni. Per quanto ci riguarda presenteremo ricorso contro la parte della sentenza che dispone la confisca e la distruzione delle armi“.