Cerca nel sito

18.11.2014

“Poste Italiane ridateci il lavoro”, nuovo appello dei 42 ex portalettere Palma

di Mariangela Scandurra
“Poste Italiane ridateci il lavoro”, nuovo appello dei 42 ex portalettere Palma

CATANIA –  “Poste Italiane ridateci il lavoro”. Recita così uno dei tanti volantini che stamattina gli ex portalettere della ditta Palma hanno distribuito in via Etnea per sensibilizzare i cittadini sulla loro vertenza. L’ennesimo dramma sociale che a Catania sta portando sul lastrico 42 famiglie.

Dal mese di ottobre i portalettere che si occupavano della consegna della corrispondenza in città sono stati licenziati dall’agenzia di recapito privato Palma srl a seguito del mancato rinnovo della commessa da parte di Poste Italiane (società per azioni il cui capitale è detenuto al 100% dal Ministero dell’Economia).

A difesa del loro posto di lavoro ma anche per chiedere allo Stato di non far morire le aziende, i lavoratori nell’ultimo mese hanno dato vita a diverse iniziative di protesta.

Stamattina, in attesa dell’incontro che si terrà il prossimo 2 dicembre in Prefettura con Poste, rappresentanti sindacali e Istituzioni, i portalettere hanno allestito un gazebo di fronte agli uffici di Poste Italiane di via Etnea. Striscioni e voltantini per mettere a conoscenza l’opinione pubblica dei fatti che stanno accadendo.  “700 lavoratori a rischio in tutta Italia, 150 in Sicilia – così si legge nel volantino – . È il risultato della chiusura da parte di Poste degli appalti con le agenzie di recapito ex-concessionarie”.

Insomma una vertenza che da Nord a Sud sta mettendo in ginocchio numerose famiglie. A fare ancora più male però l’accordo siglato a livello nazionale lo scorso il 15 ottobre tra sindacati e Poste. “È una proposta vergognosa – dice uno dei lavoratori -. Trasferirci in Piemonte o in Lombardia per 12 mesi e dopo, che faremo una volta terminato?”.

E ancora. “Noi chiediamo di lavorare nel nostro territorio. Non comprendiamo come mai noi siamo fuori mentre Poste sta continuando ad assumere con contratti a tempo determinato. Qui ci sono lavoratori qualificati con alle spalle 14 anni di servizio che da un giorno all’altro si sono ritrovati senza più un lavoro”.