BELPASSO – Su disposizione della Procura Distrettuale della Repubblica di Catania, icarabinieri della Stazione di Belpasso (Catania), collaborati nelle indagini dai colleghi di Motta Sant’Anastasia, hanno proceduto all’arresto di: Stefano Amore, 21 anni, e Carmelo Miano, 23 anni (in basso da sinistra a destra), entrambi di Motta Sant’Anastasia, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale etneo, in ordine al reato di rapina aggravata in concorso.
Due gli episodi contestati ai correi: il primo, avvenuto il 6 novembre scorso, quando, armati di pistola e con il volto parzialmente travisato dai cappucci dei giubbotti indossati, hanno fatto irruzione all’orario di apertura nella tabaccheria di via Vittorio Emanuele III n.58 a Belpasso e, sotto la minaccia dell’arma, hanno intimato al padre del titolare dell’esercizio commerciale, l’unico presente in quel momento, di consegnare loro il denaro in cassa.
Al diniego espresso dalla vittima, dettato dal fatto che a quell’ora non vi erano soldi in cassa, i due lo hanno colpito con un calcio al bacino e degli schiaffi al volto e alla testa, impossessandosi solo di alcuni pacchetti di sigarette.
Il secondo episodio criminoso, avvenuto lo scorso 8 novembre, quando, sempre armati di pistola e con il volto travisato da cappellino e cappuccio, sono entrati in una tabaccheria di via Vittorio Emanuele III n.455, luogo in cui, dopo avere esploso un colpo di pistola in aria a scopo intimidatorio, hanno ripetutamente picchiato la proprietaria (ultrasessantacinquenne) fino a farle perdere conoscenza al solo fine di impossessarsi dei 500 euro contenuti in cassa.
Gli investigatori dell’Arma, coordinarti dal magistrato titolare dell’indagine, analizzando le immagini registrate dalle telecamere di sicurezza, attive nei due esercizi commerciali, sono riusciti a fissare alcuni elementi indiziari (auto utilizzata, abiti indossati, armi impugnate e modus operandi) che, opportunamente vagliati e suffragati da una profonda conoscenza dell’humus criminale operante nella zona, hanno dato un volto ai criminali raffigurando un quadro probatorio che non ha lasciato alcun dubbio al giudice.
Accogliendo la richiesta della Procura, ne ha ordinato la cattura e la reclusione nel carcere di Catania Piazza Lanza.
Al momento dell’arresto, in casa di Miano è stato trovato anche un chilo di marijuana.






