CATANIA – Ieri mattina il personale del commissariato di polizia di Librino ha dato esecuzione al provvedimento di detenzione domiciliare, emesso dalla Procura della Repubblica di Siracusa – Ufficio Esecuzioni Penali – nei confronti di Agata Balsamo, 51enne, che dovrà scontare un anno e quattro mesi di reclusione, per essere stata riconosciuta colpevole di omicidio colposo commesso nell’agosto 2015 ad Augusta, in provincia di Siracusa.
Agata Balsamo, moglie del capomafia dei Cappello, Orazio Privitera, detenuto al 41 bis, e il fratello del boss, Giuseppe Privitera, erano stati accusati tra il 2012 e il 2013 di associazione mafiosa ed estorsione.
La donna, secondo la Procura, era ai vertici della cosca avendo “ereditato” la reggenza dal marito. La tesi dell’accusa e l’ordinanza del Gip avevano retto al primo ricorso presentato al Tribunale del riesame di Catania, ma il 7 ottobre del 2014 la prima sezione penale della Cassazione ha annullato con rinvio la decisione dei giudici.
Non solo dunque il ruolo di collegamento tra la cosca e la galera, ma di gestione diretta anche dei flussi economici provenienti soprattutto dalle estorsioni a imprenditori agricoli e a contadini operanti nella piana di Catania.



