CATANIA – La Polizia di Stato ha arrestato i pregiudicati catanesi Giacomo Cannavò, 46 anni e Domenico Agatino Cannavò, 23 anni (nelle foto in basso da sinistra verso destra), rispettivamente, padre e figlio, per detenzione illegale di materiale esplodente.

Nel corso dell’attività di controllo del territorio, ieri pomeriggio una pattuglia della Squadra Volanti ha eseguito un controllo presso il domicilio di Domenico Agatino Cannavò sottoposto alla misura degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico; nel corso delle fasi del controllo, è stato subito trovato nella disponibilità del 23enne del materiale esplodente, ovvero una scatola di razzi lasciata in bella e vista nei pressi dell’ingresso di casa.
Stante il periodo di festività prossime, in cui è particolarmente frequente il fenomeno della compravendita di materiale esplodente, si è resa necessaria una più accurata perquisizione dell’appartamento, attraverso l’intervento dell’unità speciale artificieri. Il controllo è stato esteso al piano superiore, ricadente nella proprietà del padre Giacomo, dove sono stati rinvenuti diversi manufatti illegali di esplosivo del peso successivamente quantificato di circa 2.925 grammi (massa attiva).

All’interno di un borsone nascosto dentro il pensile della cucina, sono state rinvenute 11 scatole contenenti petardi di categoria F4, notoriamente conosciuti come “THUNDER”, per un peso complessivo di massa attiva pari a 4.620 grammi, per il cui acquisto si esige il porto d’armi e/o il nulla osta all’acquisto da parte dell’autorità di Pubblica Sicurezza, ai sensi della normativa vigente. Una dodicesima scatola della stessa tipologia è stata consegnata spontaneamente dal figlio, dopo averla prelevata dalla parete attrezzata della propria cucina.

Grazie ad ulteriori approfondimenti, personale della squadra artificieri ha individuato un profilo Facebook intestato al giovane Cannavò, attraverso il quale, mediante la piattaforma di compravendita online “marketplace”, il medesimo offriva al libero mercato la vendita di manufatti esplosivi.

Pertanto, si è contestato a quest’ultimo il reato previsto dall’art. 33 comma 4, in relazione all’art.5 comma 8 del Decreto Legislativo n.123 del 2015, che vieta la compravendita per corrispondenza di articoli pirotecnici di IV categoria.
Su disposizione del pubblico ministero di turno, entrambi i congiunti sono stati arrestati ai sensi dell’art.2 della legge 895 del 1967 e rinchiusi nel carcere Piazza Lanza di Catania, in attesa dell’udienza di convalida.