Sandro Vergato, un comico siciliano in diretta nazionale: “Condominio Vergato” e l’occasione di reinventarsi con l’entusiasmo “di uno scolaretto”

Sandro Vergato, un comico siciliano in diretta nazionale: “Condominio Vergato” e l’occasione di reinventarsi con l’entusiasmo “di uno scolaretto”

PALERMO – Inventare, reinventarsi e non perdere mai l’entusiasmo di affrontare nuove avventure e confrontarsi sempre con se stessi e con il pubblico. In questo primo rigo può essere riassunto, a grandi linee, lo stile di vita di un grande comico siciliano, che ha fatto del palcoscenico la sua casa e del “far ridere” la sua missione. Un riso, però, non fine a se stesso, ma rasserenante, che culla i più anche nei momenti più duri. Questo è l’obiettivo di Sandro Vergato, dagli anni 90′ al servizio della risata, con la sicilianità che ha da sempre contraddistinto la sua comicità e i suoi personaggi.


Non solo teatro per Vergato, anche televisione e collaborazioni celebri con Nino Frassica e Pippo Franco, la partecipazione a “Insieme” con Salvo La Rosa e, adesso, una nuova ed esaltante avventura, l’approdo in un’emittente nazionale. Questa sera, infatti, Sandro Vergato debutta sugli schermi di tutta Italia dalle ore 23 su Bom Channel (canale 68 del digitale terrestre) con il nuovissimo “Condominio Vergato – un palazzo in smart working“. Un programma che, come si evince dal titolo stesso, strizza l’occhio al recente periodo di lockdown che gli italiani hanno dovuto trascorrere tra marzo e aprile.

Una visione comica di un periodo buio, con lo scopo di “portare un po’ di buon umore nelle case italiane“, secondo le sue dichiarazioni ai nostri microfoni. Un obiettivo importante anche per la sua carriera dato che “per la prima volta mi sto misurando con un pubblico nazionale. Il programma, per me, rappresenta il salto dalla Sicilia all’Italia. Un’occasione anche per calibrare l’umorismo in maniera che sia comprensibile a tutti. I nuovi personaggi che ho preso di mira sono noti a tutta Italia, dal Presidente Conte al Ministro Azzolina, passando anche per altri leader politici“.


Occhio, però, a pensare che siano delle banali imitazioni di personaggi noti ai più. Come dice Vergato stesso: “Non sono un imitatore. Io proporrò delle caricature di questi politici, tanto che non si chiameranno con i loro nomi ‘reali’. Per esempio il Presidente del Consiglio, invece di chiamarsi Giuseppe Conte, si chiamerà ‘Pippi Contè‘, in merito a quella volta in cui Trump storpiò il suo nome in ‘Giuseppi’, e così con tutti gli altri“.

Trent’anni di esperienza e un cirriculum invidiabile a livello locale e non solo. Il rischio di dormire sugli allori è alto, ma quando si ha “fame” è tutta un’altra storia. Sandro Vergato lo sa bene e, nonostante il suo passato roseo e le collaborazioni indimenticabili, non si rilassa ma, dice lui, si sente “come uno scolaretto il primo giorno di scuola. Il mestiere del comico va rinnovato giorno per giorno, il pubblico non è mai una sicurezza e va sempre rispettato. Il passato conta fino a un certo punto. Ho lavorato con grandi artisti dai quali ho imparato tanto, come Pippo Franco, maestro professionale e anche dal punto di vista umano, e proprio grazie ai loro insegnamento so che non mi devo fermare mai“.

Nuovi stimoli nonostante una più che modesta carriera perché “mi invento continuamente – prosegue -. Altri colleghi stanno bene dove sono, in Sicilia, con le loro certezze. Io potevo tranquillamente rimanere nel mio orticello siciliano con la certezza di un pubblico. Invece, con l’ingordigia di chi non è mai sazio, sto andando a misurarmi con un pubblico diverso. Il successo non vale niente se uno non ha il coraggio di rinnovarsi. Io la gara la faccio con me stesso, non con i miei colleghi, nei confronti dei quali nutro rispetto“.

Reinventarsi anche nello stile, caratterizzato dal siciliano locale, ma da plasmare nell’approdo al nazionale. In mezzo ai nuovi personaggi ci sono pure quelli che hanno fatto la storia del comico Vergato, come la Zzà Mara, l’Amico Fritz o Pippo Colera, ma come adattarli al mondo nazionale? “Ho cambiato il registro della loro espressione. Ho lasciato intatte le loro caratteristiche siciliane, ma ho evitato di mettere espressioni ‘strette’. La Zzà Mara, per esempio, invece di dire ‘precisu si’, dirà ‘preciso’. Insomma, alla Montalbano, ho lasciato la matrice siciliana. Non potrei mai tradire le mie origini. I miei personaggi ci saranno, ma saranno adattati alla tv nazionale senza perdere le loro caratteristiche“. Basti pensare che la Zzà Mara, “cuttighiara” per antonomasia, sarà la classica portinaia che dice di non sapere nulla, ma in realtà sa tutto di tutti.

Il condominio Vergato rappresenta il condominio Italia in questo periodo di incertezza dal punto di vista politico e sociale. Attraverso i miei personaggi ho pensato di fare questo paragone con le famose task force tirate fuori dal governo in periodo di lockdown. Ho affidato queste task force ai miei personaggi. A Pippo Colera, per esempio, dato che è ‘un esperto di calcio interpolare‘ (Dal Polo Nord al Polo Sud) ho affidato la task force delle attività sportive del condominio e così via seguendo le caratteristiche di tutti gli altri“, dichiara Vergato.

Non sarà, però, un programma “fermo” sulle sue certezze. Il pubblico, infatti, con il suo feedback giocherà un ruolo fondamentale: “Non escludo che via via ne farò abitare qualcun’altro nel palazzo. Se qualche personaggio non è gradito, potrebbe traslocare“. Insomma, si tratta un modo diverso di promuovere la sicilianità. D’altronde se Sandro Vergato è stato definito un “Carlo Verdone alla siciliana” i motivi ci sono.

Fonte immagine Youtube – Sandro Vergato