Sicilia "fagocitata" dall'erosione costiera: corsa contro il tempo per salvare i litorali

Sicilia “fagocitata” dall’erosione costiera: corsa contro il tempo per salvare i litorali

Sicilia “fagocitata” dall’erosione costiera: corsa contro il tempo per salvare i litorali

PALERMO – Coste fragili e in costante sgretolamento. È questo lo stato di salute della riviera siciliana, interessata da un crescente fenomeno di erosione che non accenna a placarsi.


La decomposizione dei litorali è uno dei problemi principali che interessano il territorio della nostra Regione e nel tempo rischia di generare difficoltà di un certo rilievo sotto il profilo naturale, turistico ed economico. La Sicilia, circondata interamente dal mare, è infatti uno degli ambienti italiani maggiormente esposti all’erosione delle coste.


Il litorale regionale è soggetto anche al rischio inondazione a causa di diversi fenomeni naturali che complicano un quadro ambientale già di per sé allarmante. In parole povere, i costoni rocciosi e le spiagge siciliane si dissolvono lentamente, come fagocitate da un mostro nascosto. Tuttavia, gli effetti di questa “bestia” sono ben visibili agli occhi di tutti e le conseguenze, in diversi casi, ricadono all’interno delle cronache quotidiane.

Uno dei territori simbolo dell’erosione costiera in Sicilia è certamente la spiaggia dello Zingarello, in provincia di Agrigento, dove sono sempre più frequenti i crolli dal costone roccioso che sormonta la candida lingua sabbiosa. Soltanto poche settimane fa una porzione del promontorio d’argilla è improvvisamente franata in mare rischiando di travolgere i bagnanti presenti.

Un episodio che si è replicato, sempre senza conseguenze, anche pochi giorni fa generando comprensibile preoccupazione. Sempre nell’Agrigentino, l’erosione in questi anni ha portato via diversi metri dalla spiaggia di Eraclea Minoa, generando un vero e proprio allarme ambientale.

Ecosistema danneggiato anche nell’area di Messina. Una delle località peloritane più colpite è senza dubbio Galati Marina, dove il fenomeno (unito anche alle forti mareggiate) distrugge giorno dopo giorno un volume crescente di terraferma, minacciando anche le abitazioni costruire lungo il litorale.

Nel corso delle ultime settimane dagli scranni di Palazzo d’Orleans e dal Ministero dell’Ambiente sembra essere arrivato un segnale per porre rimedio al problema. Il fondo di rotazione destinato alla Sicilia dovrebbe infatti coprire la messa a punto di 32 interventi su tutto il nostro territorio per un importo economico di circa 5 milioni di euro e capaci di attivare progetti per 133 milioni di euro.

Il cosiddetto “contratto di costa” sottoscritto tra il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, nella veste di commissario del governo nazionale contro il dissesto idrogeologico, e i sindaci dei Comuni della Sicilia sud-orientale, dovrebbe fornire supporto finanziario pari a 48 milioni di euro per contrastare il fenomeno dell’erosione nel tratto di litorale compreso tra Siracusa e Vittoria.