Gli alunni dell’I.O. “Pestalozzi” di Catania ad Urbino con un click… Tra coding e cultura

Gli alunni dell’I.O. “Pestalozzi” di Catania ad Urbino con un click… Tra coding e cultura

CATANIA – L’anno scolastico 2019/20 sarà ricordato per la didattica a distanza (D. a D.) e per essersi concluso senza la tradizionale e tanto attesa gita di fine anno. Le uscite didattiche, le visite guidate e i viaggi di istruzione hanno sempre rappresentano un arricchimento dell’attività didattica e sono comunque opportunità di stimoli culturali, ambientali, occasioni di socializzazione e di interazione in contesti non usuali come la scuola.

Tuttavia, in un mondo digitalizzato come quello in cui viviamo l’opportunità di fare un viaggio, rimanendo comodamente a casa, può essere considerata una valida alternativa per scoprire luoghi, storia e culture diverse.
E, infatti, le studentesse e gli studenti della classe seconda C di scuola primaria dell’I.O. Pestalozzi di Catania insieme alle loro maestre M.A. Tomaselli, F. Gallotta, L. Asero, V. Cristaudo e A. Di Vita hanno vissuto, nei giorni 26 e 27 maggio, l’esperienza di un soggiorno alternativo ed insolito nella città di Urbino, patrimonio dell’UNESCO e cuore del Rinascimento. Il tour virtuale è stato promosso in occasione dell’edizione 2020 del CodyTrip, un’iniziativa dell’Università di Urbino “Carlo Bo” in collaborazione con l’amministrazione comunale. Ogni anno scolaresche, provenienti da varie parti d’Italia, si danno appuntamento per vivere un’esperienza di coding immersivo che si intreccia con la storia, l’arte e la cultura della città, nota anche per aver dato i natali a Raffaello e che proprio quest’anno celebra il cinquecentesimo dalla sua morte.

L’organizzazione è stata curata nei minimi dettagli. I piccoli viaggiatori, ad esempio, si sono ritrovati a consultare Google maps per conoscere il percorso fino alla meta, per individuare alcune zone della città, per scegliere il ristorante in cui cenare e l’albergo per il pernottamento. Tutto rigorosamente simulato!

Come ogni partenza che si rispetti anche la preparazione della valigia è un momento importante: non bisogna dimenticare nulla! Infatti, ciascun partecipante ha realizzato la propria con materiali riciclati riempiendola di oggetti ritenuti essenziali: Alvin, ad esempio, ha pensato di portare con sé prima di tutto il suo tablet, Giada, oltre gli indumenti, il suo cagnolino, mentre Samuele non ha rinunciato alla sua fetta di torta.

Saliti sul pullman e teletrasportati ad Urbino alle 10,30, circa 7.000 tra docenti e studenti si sono radunati al Borgo Mercatale dove ad attenderli c’era il Prof. Bogliolo, ordinario in Sistemi di Elaborazione delle informazioni all’Università di Ubino e impegnato in campagne internazionali di divulgazione del pensiero computazionale in qualità di Code Week Ambassador.

Il programma delle due giornate si è svolto rigorosamente in live e da remoto i partecipanti hanno interagito suggerendo percorsi da effettuare o risposte a enigmi e giochi.

La giornata del 26 ha previsto attività di coding durante il tour nelle stradine attorno al Palazzo Ducale di cui ne è stata narrata la storia. Alle ore 13 pausa pranzo con colazione a sacco, un momento di condivisa convivialità grazie alla possibilità di interagire attraverso le videochiamate.

Alle 14,30 l’attività Code Hunting Game: il gioco che si basa sulla tradizionale “caccia al tesoro” ha impegnato i partecipanti nella ricerca a distanza di informazioni contenute in QrCode sparsi per il centro storico e che hanno messo alla prova i viaggiatori con enigmi basati su concetti di coding.

Alle 16,30 visita virtuale attorno alle zone esterne del Palazzo Ducale mentre per le zone interne, ancora chiuse per effetto del lockdown, due accompagnatrici hanno condotto i turisti per le sale, i giardini pensili e i cortili fino all’Appartamento della Duchessa permettendo di ammirare il Ritratto di Gentildonna (la Muta) di Raffaello.

Giunto il momento della cena, se la prenotazione al Ristorante “Amici miei” è stata simulata, la degustazione delle “Cresce sfogliate” è stata tutt’altro che fittizia! Infatti, grazie alla collaborazione delle loro mamme, Salvo, Giada, Giulia, Alvin, Gaia e Samuele hanno preparato ed assaporato i piatti tipici della cucina marchigiana. Pigiama party e racconto della notte hanno concluso la serata in albergo.

Il giorno seguente non è stato meno impegnativo: sveglia alle 8, colazione veloce in albergo, alle 8,30 l’assessore allo sport di Urbino Marianna Vetri si è occupata del risveglio muscolare nei giardini della Fortezza di Albornoz. Dopo l’attività fisica, dalla pineta tutti hanno potuto ammirare lo splendido panorama della città: i torricini del Palazzo Ducale, la Rampa elicoidale costruita da Francesco di Giorgio Martini per il duca Federico da Montefeltro. Si è proseguito, poi, fino al Monumento di Raffaello e, infine, si è giunti nella casa natale del celebre artista. La visita nei locali interni in modalità immersiva è stato il pretesto per una ultima sfida in diretta basata sul riconoscimento della dislocazione di opere ed oggetti all’interno della casa.

Tutto questo è stato possibile grazie anche all’intensa collaborazione con le famiglie su cui in questo periodo di D.a D. è gravato gran parte del peso e della responsabilità di ritrovare la normalità scolastica all’interno delle proprie case. Mantenere i contatti, rafforzare la socializzazione, fornire sostegno e ascolto in questo periodo di disorientamento è stato una delle prime preoccupazioni del Dirigente Scolastico dell’I.O. Pestalozzi Prof.ssa Elena Di Blasi; per questa ragione, sin dai primi giorni di distanziamento sociale, ha voluto che l’istituto si dotasse di una piattaforma per la didattica a distanza così da creare situazioni di apprendimento in interazione con il gruppo dei pari e i docenti. Superata l’emergenza, arricchiti di nuove conoscenze, si potrà considerare l’esperienza punto di partenza per la progettualità di nuovi percorsi formativi che mirino a rimuovere gli ostacoli causati dal digital divide e a promuovere occasioni per educare alla cittadinanza digitale.