CATANIA – La richiesta arriva dai segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl di Catania, Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli e Giovanni Musumeci , che, in un documento congiunto segnalano “le evidenti perdite nel settore turistico, confermate anche da un preoccupante -40% di traffico aeroportuale a Fontanarossa. È ancora presto per stime ufficiali ma che il settore sia in sofferenza lo dimostrano le cancellazioni dei voli e degli alberghi, dei tour e le perdite nella ristorazione e nell’organizzazione degli eventi per il grande pubblico. Stiamo appena iniziando la conta dei danni e non possiamo permetterci di perdere tempo“.
Ma c’è un altro problema con cui si deve fare i conti: per alcune aziende o profili lavorativi, applicare le misure di sicurezza previste dal decreto del Governo non è semplice, mentre per altri casi la sensazione dei sindacati è “che non tutte le aziende abbiano chiara la portata della questione sicurezza in queste ore di lotta al Coronavirus, sottovalutando il rischio sulla pelle dei lavoratori, e dunque delle loro famiglie e in ultima analisi della collettività. Analogo discorso va fatto in ambiti che sembrano dimenticati: se negli scali i controlli sono dovuti, cosa sta accadendo nei nostri porti e ai lavoratori di quel settore?“.
Inevitabile dunque per Cgil, Cisl, Uil e Ugl di Catania “la preoccupazione per quelle fasce di lavoratori che non hanno diritto agli ammortizzatori sociali, come, per fare un esempio comprensibile da tutti, i dipendenti della Coop, oppure lavoratori con contratti che non prevedono fondi integrativi. E su questo punto ci chiediamo – continua la nota- che intenzioni abbia la Regione siciliana alla quale chiediamo un ulteriore sforzo pensando a questa tipologia di lavoratori che a Catania sono moltissimi“.
Infine il dolente tasto dei lavoratori della sanità. “Oggi i nodi vengono al pettine. Anni di rimpalli di responsabilità, di errori e sottovalutazioni, ci evidenziano l’inadeguatezza degli organici nei nostri ospedali e non solo in quelli. Ci aspettiamo contratti temporanei agli specializzandi per evitare di arrivare davvero all’emergenza, ma chiediamo che vengano subito espletati i concorsi in ambito medico e sanitario, evitando di ricorrere all’oramai esaurita graduatoria vecchia di ben 12 anni. Si concluda semmai l’iter concorsuale dei nuovi bandi e si reclutino i giovani neolaureati e altamente specializzati. In altre regioni per ottemperare alla carenza di organico, si sta ricorrendo al reclutamento a tempo determinato dei neolaureati e degli specializzandi, qui cosa aspettiamo?
Negli ospedali catanesi si attende da troppi mesi lo sblocco del concorso per gli oltre 600 infermieri. È assurdo che debba essere l’emergenza a rivelarci quello che sapevamo già: in Sicilia, e dunque a Catania, il sistema sanitario non è in grado di reggere la pressione quotidiana dei bisogni dei cittadini per mancanza di organico. Adesso serve la svolta“.
Concludono i quattro segretari generali Rota, Attanasio, Meli e Musumeci: “Chiediamo di essere ricevuti dalle istituzioni locali per approntare un Piano su misura per Catania e, quantificato il reale bisogno, chiedere un intervento al Governo nazionale“.



