GELA – La Cassazione ha confermato la condanna all’ergastolo per Vincenzo Scudera, 61 anni, per aver ucciso la moglie, Rosaria Palmieri.
L’omicidio è avvenuto nel 1987, a Gela (in provincia di Caltanissetta), dove la coppia viveva col figlio di 6 anni. All’inizio la scomparsa della donna era stata camuffata come un allontanamento volontario.
Entrambi i coniugi appartenevano a famiglie contigue alla mafia.
La svolta nel 2012, quando il figlio Liborio, scoprì che il padre non aveva mai denunciato la scomparsa della madre. A segnalarla era stata la nonna di Liborio, madre di Rosalia, ma gli agenti non avevano svolto significative indagini a riguardo.
La Cassazione si è quindi espressa negativamente su chi avrebbe dovuto indagare con maggiore attenzione. Infatti, considerate le condizioni della donna, analfabeta e senza patente, né documento di identità, erano incompatibili con un allontanamento spontaneo.
Dopo numerose indagini, interrogatori e intercettazioni esaminate, è emerso che la partenza della donna era una vera e propria messa in scena, messa in atto dall’uomo che voleva sbarazzarsi della donna per poter ufficializzare la sua relazione extraconiugale con la cugina della vittima, con cui avrebbe avuto un altro figlio.
Fonte foto: Repubblica




