CATANIA – Tifoseria organizzata in piena agitazione. La Curva Nord diserterà lo stadio Angelo Massimino sabato pomeriggio in occasione di Catania-Brescia. Una decisione presa come segno di protesta all’indirizzo della società etnea, accusata di non essere stata abbastanza chiara sulla validità del progetto. Viene puntato il dito, in particolare, contro la figura di Moggi nella società GEA World S.p.A., che collabora con il Calcio Catania, il preparatore atletico Giampiero Ventrone e l’Amministratore Delegato rossoazzurro Pablo Cosentino.
C’è rabbia, scoramento e delusione tra i tifosi che vedono addensarsi nubi nere e cariche di grandine all’orizzonte. La società del Presidente Pulvirenti, però, prosegue per la sua strada portando avanti il progetto e sicura che tornerà a splendere il sole. Intanto la classifica si presenta assai deficitaria, il Catania è addirittura più vicino all’ultimo posto che alla zona playoff. Dopo 18 giornate di campionato è legittimo che i tifosi protestino.
Secondo il pensiero dei principali rappresentanti del tifo organizzato catanese la protesta organizzata a Piazza Spedini alle ore 13.30, invitando tutti i sostenitori etnei a disertare, può contribuire a mutare lo scenario in casa Catania. Con l’auspicio che il patron Pulvirenti cambi orientamento. Chi entrerà regolarmente allo stadio, invece, ritiene che in un momento così delicato sia importante non fare mancare il proprio sostegno alla squadra.
Anche perché un eventuale risultato negativo porterebbe alla fine probabilmente automatica dell’avventura di Sannino ai piedi dell’Etna e, soprattutto, avrebbe ripercussioni ancor più gravi nella classifica. Posizioni diverse enfatizzate per un bene comune da salvaguardare: il Catania. Ma chi beneficerà della preannunciata protesta? La formazione etnea, che reagirà con una prova d’orgoglio e grinta sul rettangolo di gioco, oppure la compagine lombarda investita da un tram che sembra diretto verso la strada del fallimento societario? La parola al campo, unico ed insindacabile giudice.



