PALERMO – Scoppia l’allarme all’istituto comprensivo Colozza-Bonfiglio di via Imera, dove sono stati accertati due casi di epatite A.
Si tratta di due bambini, di 9 e 10 anni, cugini; l’allarme è stato inizialmente lanciato via radio da dei genitori che si dicevano preoccupati per la situazione e che non volevano mandare i propri figli a scuola, la notizia, poi, si è sparsa a macchia d’olio sui social.
Immediato però è stato l’intervento del consigliere comunale Ottavio Zacco che, tramite un post sul suo profilo Facebook, si è impegnato a mettersi in contatto con la preside e con l’Asp.
“La prevenzione dell’epatite A – ha poi continuato – si basa sull’adozione delle norme igieniche fondamentali, come il lavarsi spesso le mani, pulire gli alimenti e cuocerli generosamente prima del consumo e per le persone più esposte, è possibile l’immunizzazione attiva o passiva“.
“In presenza di un’infezione lieve, la malattia si risolve spontaneamente anche in assenza di trattamento medico. Con la Preside, persona molto professionale e disponibile che stimo, si sta coinvolgendo l’assessorato all’ambiente per la sanificazione di entrambi i plessi. È chiaro – prosegue – che necessita un continuo trattamento igienico e la collaborazione di tutti, evitando allarmismi inutili. Preciso – conclude – che non portare i bambini a scuola non è una soluzione, perché il virus ha un periodo di incubazione che va da 15 a 50 giorni e un decorso generalmente autolimitante“.



