Crisi rifiuti in Sicilia, Lombardo (ScN): “Penalizzati i Comuni virtuosi”

Crisi rifiuti in Sicilia, Lombardo (ScN): “Penalizzati i Comuni virtuosi”

MESSINA – Non una semplice emergenza tecnica, ma una crisi strutturale con responsabilità politiche e gestionali ben precise. È questo il senso dell’affondo lanciato da Pippo Lombardo, deputato all’Ars e componente della IV Commissione Ambiente, territorio e mobilità, sulla situazione che si è creata dopo la chiusura dell’impianto di Lentini, tornato centrale nel sistema dei rifiuti siciliano.

Secondo Lombardo, la crisi dei rifiuti in Sicilia sta mettendo in difficoltà oltre 150 Comuni, tra cui Taormina e numerosi centri della fascia jonica, costretti a lunghe attese e senza certezze sui tempi di conferimento.

Il punto politico, nelle parole dell’esponente di Sud chiama Nord, è che la crisi non sarebbe più leggibile come episodio contingente. Lombardo sostiene che il blocco o il rallentamento dei conferimenti a Lentini stia mostrando il cedimento di un intero modello regionale, nel quale i territori più organizzati finiscono per pagare il prezzo delle inefficienze altrui. Da qui la denuncia di uno “scenario paradossale”, in cui decine di amministrazioni restano ferme mentre altre riescono a tamponare il problema con provvedimenti straordinari.



Crisi rifiuti in Sicilia, l’attacco a Catania e Palermo

Nel mirino finisce in particolare il Comune di Catania, che con un’ordinanza del sindaco ha disposto il conferimento straordinario di circa 200 tonnellate al giorno di rifiuti indifferenziati presso l’impianto di Termini Imerese, per fronteggiare la saturazione del Tmb di Coda Volpe. Per Lombardo, però, questa scelta non risolve il nodo di fondo e finisce piuttosto per spostare il problema altrove, scaricando la pressione su altri impianti e su altri territori.

L’attacco del deputato messinese si allarga poi alle grandi città metropolitane. Lombardo parla apertamente di fallimento del modello di gestione dei rifiuti da parte di Catania e Palermo, accusate di continuare a produrre troppo indifferenziato con percentuali di raccolta differenziata ancora troppo basse. E il contesto numerico dà forza alla polemica: nei dati regionali di monitoraggio del primo semestre 2025, Catania risulta al 32,21% di raccolta differenziata, mentre Palermo si ferma al 16,62%. Numeri lontani da quelli dei Comuni più virtuosi, che in molti casi viaggiano tra il 60 e l’80 per cento.

Per Lombardo chi ha rispettato le regole e migliorato i propri risultati finisce per subire le conseguenze di chi, secondo il deputato, non ha fatto abbastanza. Da qui la necessità di rafforzare l’impiantistica e di imporre una gestione più equa e responsabile dei flussi di rifiuti.