SICILIA – Scatta da oggi il divieto di pubblicazione e diffusione dei sondaggi demoscopici sugli orientamenti politici e di voto in vista del referendum popolare confermativo sulla giustizia, in programma domenica 22 e lunedì 23 marzo. La misura riguarda qualunque mezzo di comunicazione e vale anche per i sondaggi realizzati prima dell’entrata in vigore dello stop.
Il blocco è previsto dall’articolo 8 della legge 28/2000 (par condicio), che vieta la diffusione dei risultati dei sondaggi nei quindici giorni precedenti il voto.
Il Corecom Sicilia ha ricordato che il divieto vale per tutti i media (tv, radio, stampa, web e social) e include anche la ripubblicazione o rilancio di rilevazioni già effettuate.
Nel periodo di campagna referendaria, sottolinea il Corecom, entra in gioco anche l’articolo 9 della legge 28/2000: le pubbliche amministrazioni non possono svolgere attività di comunicazione riconducibili ai temi del referendum. Sono ammesse soltanto comunicazioni istituzionali, impersonali e strettamente necessarie allo svolgimento delle funzioni dell’ente.
“Il rispetto delle regole sulla par condicio è fondamentale per garantire un’informazione corretta e imparziale ai cittadini durante la campagna referendaria”, ha dichiarato il presidente del Corecom Sicilia Andrea Peria Giaconia, spiegando che il Comitato è impegnato in un’attività costante di vigilanza sul sistema radiotelevisivo locale affinché siano rispettate le disposizioni di legge e le delibere Agcom.
Il Corecom Sicilia ha già avviato le attività di monitoraggio per verificare il rispetto delle norme sulla par condicio da parte delle emittenti radiotelevisive locali.