Il fenomeno Tony Pitony sbanca anche Sanremo: chi è lo stravagante artista siciliano

Il fenomeno Tony Pitony sbanca anche Sanremo: chi è lo stravagante artista siciliano

SANREMO – La simpatica esibizione del cantante siciliano Tony Pitony a Sanremo di ieri sera, ha alimentato ancora di più quello che è chiamato “Fenomeno Tony Pitony“: partito dai social e che nel giro di quattro e quattr’otto ha raggiunto il palco di Sanremo. L’artista siracusano ha avuto modo di farsi conoscere una volta per tutte dall’intero pubblico italiano, portando a casa insieme alla concorrente in gara Ditonellapiaga, la vittoria della serata cover.

Misto di simpatia, presenza scenica, italiano, siciliano e un’inglese impeccabile, ieri i due giovani artisti hanno sconcertato il pubblico italiano con il brano The Lady Is a Tramp, di Frank Sinatra. La canzone risale al 1937 e anche l’interpretazione dei due artisti richiama un poco lo stile jazz nella vocalizzazione oltre che nelle movenze. Il tocco artistico e stravagante ha lasciato tutti pienamente soddisfatti visto le aspettative molto alte che avevamo nei confronti di questo duetto.

Oltre alla cover con Ditonellapiaga, Tony Pitony si trovava già a Sanremo negli scorsi giorni in quanto è l’autore della sigla del Fantasanremo. Ci si domanda dunque chi sia questo “pazzo” tanto bravo quanto particolare e fuori dagli schemi, così difficile da categorizzare. E forse il punto è proprio questo: Tony Pitony non si può categorizzare, non si deve categorizzare.

Cerchiamo quindi di rispondere una volta per tutte e di chiarirci le idee, o almeno provarci, sull’identità di quest’uomo.

Tony Pitony a Sanremo, il “mascherato” artista siciliano fuori dagli schemi

Classe 1996, Tony Pitony è il tipo di artista che per molti non si può considerare nemmeno tale: stravagante, ideatore di tormentoni che sembrerebbero non stare nè in cielo nè in terra. Eppure ci restituisce un’immagine assai diversa da molti altri artisti contemporanei.

L’artista che ieri ha calcato il palco dell’Ariston e che sta riscontrando milioni di ascolti mensili su Spotify, oltre che un notevole successo sui social, proviene da Siracusa. Egli risulta assolutamente fiero delle sue origini, tanto da esclamare “amunì” nel corso dell’esibizione della serata. “Sono di Siracusa, città inutile – ha confessato -. È bellissima, piena di storia, ma un po’ vuota. Mi dà tranquillità, qualità sottovalutata oggi, perché c’è poco da fare”.

Lontano dai riflettori tanto da indossare sempre una maschera per nascondere la sua identità in quanto, da buon siciliano, preferisce “mangiare tranquillo al ristorante”. E su quest’ultimo punto possiamo tutti confermare che la fame è più importate dalla fama.

Non ci è dato sapere se l’uso della maschera si tratta di una scelta psicologica, sociale o pubblicitaria o magari tutte e tre le cose messe insieme. A quanto pare però la sua strategia sembrerebbe funzionare: crea scalpore e alimenta voci che non lo fanno passare inosservato, anche a coloro che non lo conoscevano dai social.

Tony Pitony: la formazione e l’esperienza a X Factor 2020

Tony Pitony, la cui appunto identità rimane tutt’ora sconosciuta nonostante le diverse supposizioni e fake news, è un’artista a tutto tondo: la sua formazione prima ancora di essere musicale, è teatrale. Ha studiato recitazione a Londra e nel 2020 a X Factor ha deciso di sfondare nel mondo della musica.

Fin da subito però è saltato all’occhio per essere un personaggio tutt’altro che lineare: sul palco di X Factor ha infatti portato una rivisitazione del celebre testo “Hallelujah“, la cui notevole vocalizzazione è passata in secondo piano dopo aver modificato il brano, considerato poi dissacrante da Manuel Agnelli. L’artista ha però ricevuto il benestare di Mika che, a quanto pare, ci aveva visto lungo rispetto alla carriera di Tony Pitony che ad oggi, dopo quasi sei anni, ha raggiunto importanti traguardi.

L’artista siracusano si è espresso in merito alla competizione di X Factor affermando che, nel caso in cui avesse passato le audizioni, avrebbe rinunciato in quanto “il piano era dimostrare che il talent era più tv che talento“.

Anche coi social, dice, il rapporto non è dei più sereni: “TikTok per me è il cancro“. Lo usa senza rispondere a nessuno: “Ricevo tanti membri maschili. Un manicomio. Eppure, ho la pancia, non sono un sex symbol“.

Il parere della critica

I suoi brani hanno preso piede grazie alle piattaforme digitali: il successo è dato dall’orecchiabilità dei suoi testi anche se sono accompagnati spesso e volentieri da un linguaggio volgare e scurrile.

Nonostante ciò appare fin da subito chiaro al pubblico che Tony Pitony è un’artista satirico, dotato di ottime capacità vocali che, pur rimanendo all’interno degli attuali stili che ad oggi vanno di moda, ha deciso di prendere una strada controcorrente.

Potrebbe essere che anche per questo la critica con lui risulta essere più morbida. Dopotutto Tony non è l’unico artista ad aver trattato temi considerati poco morali” e se si leggono i suoi testi senza un qualche tipo di base musicale sotto, o senza la sua esilarante interpretazione, lo si può catalogare come razzista o omofobo o chissà cos’altro.

Sarà forse merito della sua voce, della presenza scenica che lascia esterrefatti o il fatto che si sa che il suo intento dichiarato è prettamente satirico e di denuncia. Alla fine Tony è il tipo di persona che, come ha dichiarato egli stesso, “Odio l’idea del “questo non si può fare”“.

“Viaggio tra il serio serissimo e il cazzeggio -afferma-. Io sono lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca. Il mio pubblico è composto da universitari, ragazzi non giovanissimi. Tutta gente educata che sa stare al gioco“.

Per alcuni critici il fenomeno Tony Pitony è da considerarsi una “boccata d’aria fresca“, per altri l’uso di un linguaggio volgare e sessualmente esplicito è solo una scelta adoperata per farsi notare. Ad ogni modo la sensazione è che si continuerà a parlare di lui ancora per molto tempo.

Al momento sembrerebbe non prendere inconsiderazione l’idea di partecipare come concorrente al Festival della musica italiana nei prossimi anni.

 

Articolo a cura di Martina Scrofani

 

Fote Foto: facebook, pagina Festival di sanremo