PALERMO – Il segretario di +Europa, Riccardo Magi, a seguito della visita presso il carcere Ucciardone di Palermo, ha riscontrato una serie di problemi inerenti alle condizioni dei detenuti all’interno della struttura. Buona parte del prigionieri avrebbe riscontrato problemi di natura psichica e mancanza di servizi essenziali. Da sottolineare anche la scarsa presenza di agenti penitenziari. Magi inoltre ha ribadito la questione del sovraffollamento delle carceri, sottolineando come la proposta di legge avanzata lo scorso anno potrebbe essere una valida soluzione.
Le condizioni dei detenuti all’interno del carcere Ucciardone
A seguito della visita nel carcere Ucciardone Magi ha riportato l’attenzione sulla questione delle condizioni dei detenuti all’interno delle strutture penitenziarie. A seguito dei controlli sarebbe insorta la mancanza di servizi essenziali, come l’acqua calda e il riscaldamento.
La struttura inoltre presenta problemi organizzativi: gli agenti penitenziari dovrebbero infatti essere 350 unità, quando nella realtà dei fatti sono appena 250 divisi in tre turni. Si parla quindi di circa 24 agenti complessivi in servizio per ogni turno, che talvolta si riducono a una quindicina a causa imprevisti o malattia.
Importante focus sulla condizione psichica dei detenuti: all’interno del carcere situato nel palermitano sono circa 130 i detenuti che lo scorso anno hanno manifestato chiari comportamenti autolesionistici; 8 coloro che hanno tentato il suicidio. Ad essi sono da aggiungere diversi prigionieri, principalmente della nona sezione, che presentano gravi disagi psichici.
“Abbiamo avuto modo di visitare anche la nona sezione – ha affermato Magi – nella quale cui vi sono persone con grossi problemi psichiatrici. Abbiamo constatato la mancanza, nella maggior parte degli ambienti, del riscaldamento e dell’acqua calda”
La proposta di Magi al sovraffollamento delle carceri
Il sovraffollamento del 15% – dato da 593 detenuti a fronte dei 570 previsti – è inferiore rispetto alla media nazionale.
Il segretario di +Europa torna sulla proposta presentata lo scorso anno per far fronte al problema dell’affollamento nelle carceri, essa riguarda soprattutto i detenuti che devono scontare 1 o 2 anni di pena. “La proposta, che vede tutte le firme dei partiti di opposizione, pone l’istituzione di case di reinserimento sociale, ossia dei luoghi destinati a tutti i detenuti che hanno meno di un anno di pena da scontare. E questi sono luoghi volti al reinserimento lavorativo.
In Italia sarebbero 10 mila persone, all’Ucciardone sono più di 150 coloro che hanno meno di due anni di pena da ascoltare. Di questi però esercitano attività lavorative solo tra le 80 e le 120 persone, gli studenti invece sono 180. Se i lavoratori costituiscono una percentuale minima dei detenuti complessivi, vuol dire che è un po’ difficile che la pena svolga un ruolo di reinserimento sociale”, ha concluso.



