Stragi e grandi catture, il Coisp lancia la web-serie sull’arresto di Brusca e Provenzano

Stragi e grandi catture, il Coisp lancia la web-serie sull’arresto di Brusca e Provenzano

PALERMO – Sirene, agguati, autobombe e bare avvolte nel tricolore. Erano gli anni in cui Cosa Nostra sfidava apertamente lo Stato con una strategia di terrore volta a piegare la democrazia. Ogni funerale di magistrati e poliziotti assassinati sembrava il segno di una resa imminente. Eppure, proprio mentre il Paese era attraversato dal dolore, lo Stato si riorganizzava in silenzio.

È da questa stagione drammatica che prende le mosse la nuova web-serie realizzata dal Coordinamento per l’indipendenza sindacale delle forze di polizia (Coisp), disponibile da oggi sui canali social del sindacato, dedicata ai trent’anni dall’arresto di Giovanni Brusca e ai venti dalla cattura di Bernardo Provenzano.

Il primo episodio

Il primo episodio ricostruisce la fase più cruenta della lotta alla mafia: Palermo trasformata in un fronte di guerra non dichiarata, con la mafia decisa a mettere in discussione le regole democratiche e lo Stato impegnato a reagire con gli strumenti della legge e dell’intelligenza investigativa.

Dentro questure e uffici giudiziari prende forma una strategia costruita su pedinamenti, appostamenti, intercettazioni tradizionali e incroci di dati e informazioni. Un lavoro paziente, condotto con i mezzi tecnologici di trent’anni fa, ben lontani dagli strumenti digitali avanzati di oggi, ma fondato su esperienza, intuito e profonda conoscenza del territorio.

È in quel “laboratorio investigativo” che maturano le condizioni per le grandi catture degli anni successivi, segnando una svolta decisiva nella lotta a Cosa Nostra.

Le indagini

La serie ripercorre anche il lavoro di investigatori che furono protagonisti di quella stagione: Renato Cortese, all’epoca funzionario del Servizio centrale operativo della polizia di stato; Luigi Savina, allora dirigente della squadra mobile di Palermo; Claudio Sanfilippo, dirigente della sezione “catturandi”, reparto specializzato nella ricerca dei latitanti.

“Vogliamo raccontare un pezzo di storia del nostro Paese – spiega Domenico Pianese, segretario generale del Coisp – ricordando cosa accadde quando la mafia tentò di mettere in discussione le regole democratiche. Fu una vera e propria lotta tra mafia e Stato: da una parte i mafiosi e gli assassini, dall’altra le donne e gli uomini che con professionalità e acume investigativo contribuirono a scrivere una delle pagine decisive della lotta alla mafia”.

Fonte foto Ansa.it