Migranti, ondata d’odio contro l’arcivescovo di Palermo: insulti social dopo l’appello sui dispersi

Migranti, ondata d’odio contro l’arcivescovo di Palermo: insulti social dopo l’appello sui dispersi

PALERMO – Una violenta tempesta di commenti e insulti si è abbattuta sui profili social dell’arcivescovo di Palermo, Corrado Lorefice, dopo il suo intervento in occasione della preghiera interconfessionale celebrata nel mare di Trapani per il migliaio di dispersi durante il ciclone Harry.

Nel suo messaggio, il presule aveva richiamato con forza il tema del soccorso in mare e dell’accoglienza, denunciando le responsabilità politiche di Europa e Italia nella gestione dei flussi migratori.

Parole che hanno innescato una reazione durissima sui social, con attacchi personali e offese rivolte a un vescovo da anni impegnato sui temi delle migrazioni, del dialogo interculturale e della legalità.

Solidarietà dal mondo politico e associativo

A esprimere pubblicamente sostegno all’arcivescovo è stata, tra gli altri, Teresa Piccione, vicepresidente del Consiglio comunale di Palermo, che ha parlato di solidarietà piena e di condivisione delle sue parole “di profonda umanità e denuncia civile”.

Anche una parte significativa dell’associazionismo e del mondo accademico ha preso posizione. In un messaggio firmato da esponenti di realtà come l’Arci e da docenti universitari, tra cui Alessandra Sciurba dell’Università di Palermo, si sottolinea la necessità di riconoscere le responsabilità politiche nelle morti nel Mediterraneo e di tutelare la dignità delle vittime.



L’appello sui “corpi restituiti dal mare”

Nel testo indirizzato all’organizzazione Mediterranea Saving Humans, Lorefice aveva definito i corpi riaffiorati come una denuncia silenziosa delle politiche di contenimento, chiedendo procedure rapide di identificazione e una degna sepoltura per le vittime.

Secondo il vescovo, quei corpi rappresentano storie, relazioni e speranze spezzate, e impongono un’assunzione di responsabilità collettiva. Un richiamo che ha riacceso il dibattito pubblico e acceso ulteriormente i toni del confronto.

Il clima nel dibattito pubblico

L’episodio riporta al centro il tema del linguaggio d’odio online e della polarizzazione nel dibattito sulle migrazioni. Da un lato le critiche politiche alle posizioni espresse dall’arcivescovo, dall’altro la condanna per gli attacchi personali e le espressioni violente circolate in rete.

Resta sullo sfondo la tragedia dei dispersi nel Mediterraneo e il confronto, ancora aperto, sulle scelte adottate a livello nazionale ed europeo in materia di gestione dei flussi migratori.