PATERNÒ – L’Istituto di Istruzione Superiore “Mario Rapisardi” di Paternò, guidato dalla Dirigente Scolastica Dott.ssa Maria Grazia D’Amico, ha voluto promuovere in quest’anno 2026 una serie di attività di ampliamento dell’offerta formativa e di percorsi di Educazione al Teatro FSL (ex PCTO), che sono parte integrante dell’iniziativa denominata “Giovani Critici Cercasi”. In particolare, nell’ambito del Progetto di Formazione Scuola–Lavoro “Professioni del teatro”, la classe IV A del Liceo Classico e due classi del Liceo Artistico, 3LA e 3LB, hanno partecipato, nella mattinata di giovedì 19 febbraio, dalle ore 10 alle 12, a un significativo incontro presso la sede del Teatro Stabile di Catania, accompagnate dalle docenti Prof.sse Cinzia Rizza e Valentina Tavella.
Gli studenti delle tre classi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con il regista Alberto Orofino, che porterà in scena dal 12 al 15 marzo “L’amica delle mogli” di Luigi Pirandello. L’incontro si è rivelato un momento di grande crescita culturale e personale per gli alunni, che hanno potuto conoscere da vicino il mondo del teatro non solo come spettatori ma anche come futuri protagonisti di percorsi professionali legati alla cultura e allo spettacolo.

Il regista ha avviato il dialogo con una sintesi dell’opera. “L’amica delle mogli” è una commedia incentrata sul tema dell’amicizia, delle relazioni e delle convenzioni sociali. La vicenda ruota attorno alla figura di Marta, donna brillante e anticonformista, che mette in discussione l’ipocrisia e i ruoli prestabiliti della società borghese. Attraverso situazioni ironiche e paradossali, Pirandello mostra la fragilità dei rapporti umani e la difficoltà di comprendere davvero l’identità degli altri, temi tipici della sua poetica. Orofino ha poi evidenziato la differenza tra la novella omonima del 1896 e la versione teatrale del 1926, sottolineando come il testo scenico nasca circa trent’anni dopo il primo nucleo narrativo. Questo dato ha offerto agli studenti l’occasione di riflettere sulle possibili ragioni che hanno portato Pirandello a tornare su una storia già scritta. Si è ipotizzato che il drammaturgo, maturato artisticamente e profondamente segnato dalle trasformazioni storiche e culturali del primo Novecento, abbia sentito l’esigenza di dare maggiore spazio al dialogo, alla complessità psicologica dei personaggi e alla dimensione scenica, elementi più efficaci per esprimere i conflitti interiori e le ambiguità della società contemporanea.
Un momento centrale dell’incontro è stato dedicato alla figura del regista Orofino ha spiegato che questa professione nasce nel Novecento, quando il teatro smette di essere soltanto interpretazione del testo e diventa anche ricerca, visione e progetto. Il teatro del ‘700 è diverso da quello del primo Novecento, in cui vi è molto non detto che il regista deve comunque portare in scena. Orofino ha sottolineato che il suo lavoro nasce da una serie di domande: sul senso dell’opera, sui personaggi, sul messaggio da comunicare al pubblico. Il suo lavoro richiede studio, approfondimento e capacità di guidare gli attori non in modo autoritario ma attraverso la comprensione della psicologia dei personaggi. Solo dopo un lungo lavoro di analisi e confronto, infatti, gli attori vengono orientati nella costruzione della scena. Gli studenti hanno seguito con attenzione, mostrando curiosità e partecipazione. Numerose sono state le domande, in particolare sulle difficoltà e sulle responsabilità della professione del regista, sulle sfide legate alla realizzazione di uno spettacolo.

Nella parte finale, l’incontro si è concentrato sul ruolo dell’attore. Orofino, che è stato anche interprete, ha raccontato la complessità di questo mestiere e il suo valore umano. “La recitazione”, ha affermato, “è una forma di conoscenza di sé: interpretare un personaggio significa esplorare emozioni, fragilità e possibilità interiori”. In questo senso, il teatro può essere considerato una vera e propria terapia, uno strumento di crescita e di consapevolezza. L’esperienza ha rappresentato per gli alunni un’occasione preziosa di orientamento e di dialogo con il mondo del lavoro, rafforzando la convinzione che il teatro non sia soltanto arte e spettacolo, ma anche educazione, ricerca e formazione della persona.



