L’aula ha votato, Patrizia Monterosso resta al suo posto

L’aula ha votato, Patrizia Monterosso resta al suo posto

PALERMO – Si torna a Sala d’Ercole, e dopo una prima brevissima seduta, sotto la presidenza Venturino, con la consueta ritualità di comunicazioni e resoconti, se ne apre un’altra, la n° 274. È una seduta caratterizzata da una calda diatriba verbale, un po’ per la mozione sulle trivellazioni, ma grandemente per la mozione n° 286: “Rimozione del Segretario Generale della Presidenza della Regione Patrizia Monterosso”.

Si dibatte con veemenza. L’on. Cracolici prende la parola e puntualizza che non vuole entrare nel merito della condanna della dottoressa Monterosso, bensì sull’ammissibilità della mozione, non ritenendola per l’appunto ammissibile. Lesta arriva la replica dell’on. Giovanni Greco, il quale chiede la rimozione del Segretario, ribadendo che c’è una condanna e pertanto diversamente non potrebbe essere, e dichiara ammissibile la mozione. Anche l’on. Turano esprime parere favorevole sull’inammissibilità, sottolineando che già la presidenza avrebbe dovuto, in illo tempore, rilevarne l’inammissibilità. Di opinione diametralmente opposta è l’on. Ciaccio, che non solo parla di “tenuta, etica e morale delle istituzioni”, per cui non può passare sotto silenzio la condanna che ha investito la Monterosso, ma chiede anche che per votare la mozione, l’aula si avvalga del metodo elettronico, seppur senza registrazione, affinché ci sia chiarezza. La richiesta è accettata dalla presidenza in virtù dell’articolo 128 comma 3 del regolamento. Sono presenti 61 parlamentari di cui 18 votano a favore dell’ammissibilità, 39 contrari e 3 astenuti.

La voce di disapprovazione degli esponenti del Movimento 5 Stelle si leva alta in aula ed il Presidente sospende per qualche minuto l’aula, riprendendo il comportamento della deputazione pentastellata. Alla ripresa, viene annunciata la chiusura dell’aula e dopo qualche minuto si procede con l’apertura di una seduta successiva per incardinare i disegni di legge esitati dalla commissione Bilancio e Programmazione. Un alterco, sulla linea della civiltà, tra l’on. Ciaccio, il quale rassegna le proprie dimissioni dalla carica di segretario della II Commissione e l’on. Vinciullo, presidente pro tempore della stessa Commissione, caratterizza la nuova seduta.

Grazia Gulino

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