Veronica Panarello è “una lucida assassina”. Lo dicono i giudici di Catania

Veronica Panarello è “una lucida assassina”. Lo dicono i giudici di Catania

CATANIA – Veronica Panarello era lucida, attenta, consapevole. Emerge un quadro agghiacciante circa la capacità criminale con la quale la mamma di Santa Croce Camerina avrebbe ucciso il figlio Loris, 8 anni, la mattina del 29 novembre scorso.

Lo dicono i giudici del Tribunale del Riesame di Catania, secondo i quali Veronica Panarello, ha “una capacità elaborativa di una pronta strategia manipolatoria” e una “insospettabile tenuta psicologica” che supportano “il giudizio di elevatissima capacità criminale”.  È quanto si legge nelle motivazioni contenute in 109 pagine sulla conferma dell’arresto della 26enne accusata dell’omicidio del piccolo Loris Stival.

Per i giudici la donna ha mentito e “con agghiacciante indifferenza, ha agito da lucidissima assassina manifestando una pronta reazione al delitto di cui si è resa responsabile” con la “volontà di organizzare l’apparente rapimento del figlio Loris”.

Secondo i giudici la mamma avrebbe addirittura simulato un rapimento a scopo sessuale. Il provvedimento giudiziario continua affermando che Veronica Panarello ha tenuto una “sconcertante glacialità nell’ordire la simulazione di un rapimento a scopo sessuale”, una “impressionante determinazione nel liberarsi del cadavere del figlio, scaraventandolo nel canalone” per “lucidamente occultare le prove del crimine”.

Per la donna “sussiste il rischio di recidivanza” perché ha dimostrato una “odiosissima crudeltà e assenza di pietà” nel delitto con “una totale incapacità di controllo della furia omicidiaria”.

Alle luce di quanto scrivono i giudici emergerebbe il profilo di una donna sempre presente a se stessa. Una lucidità manifestata anche due giorni dopo la morte del piccolo quando la Panarello, nonostante l’immane tragedia, aveva avuto il pensiero di riaprire il suo profilo facebook disattivato il giorno della scomparsa di Loris.

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