A seguito della conferenza tenutasi ieri presso il Cerisdi di Palermo (Centro Ricerche e Studi Direzionali), alla presenza di innumerevoli ospiti tra cui in particolare Prem Rawat, ambasciatore della dichiarazione di Bruxelles di Pledge to Peace, l’ammiraglio Enrico Mascia, responsabile sanitario d’operazione umanitaria “Marem Nostrum”, Roberta Chersevani, presidente della federazione nazionale degli ordini dei medici, Piero Scutari, presidente dell’Associazione Percorsi, Fabrizio Pulvirenti, medico infettivologo che ha superato l’infezione da virus Ebola, il Prof Aversa psichiatra, spero che, dalla partecipazione a questo evento possano scaturire numerose e profonde riflessioni riguardo la salute globale dell’umanità.
Questa Conferenza vuole porsi come punto di partenza di un progetto a respiro internazionale, volto a valorizzare una medicina che vede il medico e tutti i professionisti della salute consapevoli del proprio ruolo. Ci si deve occupare responsabilmente del benessere globale dell’individuo, intervenendo sulla capacità di favorire l’equilibrio e la pace individuale. Devo ammettere che mi sento in difficoltà a parlare al giorno d’ oggi di pace, quando appena due giorni fa tutti i quotidiani d’Europa e del mondo titolavano: “orrore a Palmira: conquistata la storica Città, patrimonio dell’UNESCO, monumenti distrutti e soldati decapitati”.
Siamo, infatti, travolti dall’orrore, spettatori attoniti e sgomenti di un massacro di monumenti millenari e di un inaccettabile massacro di vite umane, martiri dei nostri giorni, nel nostro quotidiano. Fatta questa doverosa premessa, mi sembra opportuno ricordare l’etimologia della nobilissima parola Pace. La Pace è un qualcosa di accogliente ( dall’indoeuropeo e latino pak, pangere ) è accordo (pactum), è un obiettivo (eirene, shalom, salam – rispettivamente dal greco, ebraico e arabo) che indicano l’essere compiuti , portare a compimento, è contrattazione e quindi dialogo, è concertazione ( pangere), infine in sanscrito la pace diviene “ shanti” che vuol dire illuminazione interiore.
Eppure nella maggior parte dei dizionari, quando cerchiamo il sostantivo pace, troviamo semplicemente : assenza di guerra; è una definizione esageratamente riduttiva che non esprime neanche lontanamente il mix straordinariamente sorprendente, complesso e denso di significato cui ho or ora accennato. La pace è quella preziosa condizione di armonia, quel sentimento di concordia, di unione che dovrebbe legare individui e popoli, come appartenenti alla stessa famiglia umana.
Tale auspicabilissima quanto utopica condizione presuppone, però, che ogni individuo, prima ancora di essere in pace con gli altri, sia in pace con sé stesso.
La Pace prevede l’assenza del turbamento e la possibilità di stare, di essere, in ciò che si è, in ciò che si ha. La salute globale pertanto è il risultato di uno sviluppo armonico, naturale e completo dell’individuo, in ogni aspetto della sua esistenza. L’esperienza della pace è necessaria e diventa stato d’essere fondamentale per ogni essere umano, è elemento essenziale del benessere.




