L’embolia arteriosa: definizione e diagnosi

L’embolia arteriosa: definizione e diagnosi

Corrado-Tamburino

L’embolia arteriosa è una condizione caratterizzata dalla migrazione di un embolo nel circolo ematico arterioso ed al suo arresto a livello di un vaso di piccolo, medio o grosso calibro con conseguente occlusione acuta di quest’ultimo.

La localizzazione più frequente è rappresentata dalla biforcazione delle grosse arterie e l’embolo può essere costituito da un coagulo ematico o, più raramente, da materiale grassoso, gassoso o da corpi estranei.

A seconda della costituzione dell’embolo il meccanismo fisiopatologico è differente: l’embolo ematico nel 90% dei casi origina nelle cavità cardiache o, più raramente, da un trombo murale che si forma a livello di placche ateromasiche complicate; l’embolo grassoso deriva da frammenti di tessuto adiposo che si libera nel circolo ematico in seguito a fratture ossee o in corso di interventi chirurgici ortopedici; infine, l’embolo gassoso è legato all’immissione in circolo di bolle di gasi come accade nella malattia iperbarica.

Come fare diagnosi? A tal proposito è importante in prima istanza la raccolta amnestica associata ad una valutazione del quadro clinico: il paziente riferisce la comparsa improvvisa, a livello dell’arto interessato, di un dolore violento (spesso definito “a colpo di frusta”), presente anche a riposo, che si accentua in clinostatismo e si riduce in ortostatismo. A questi sintomi si associano segni clinici caratteristici come la comparsa di cute fredda, pallida e cianotica con scomparsa del polsi arteriosi a valle dell’occlusione. In alcuni casi si può sviluppare una neuropatia vascolare con paresi dell’arto ed iporeflessia tendinea.

Nei casi dubbi ricordate la famosa “Prova della posizione di Ratschow”: sollevando gli arti a 60° dal piano orizzontale si osserva pallore della pianta dei piedi o del palmo delle mani; riportando gli arti in basso il colorito roseo plantare o palmare ricompare molto ma molto lentamente, dopo circa 10-15 secondi!

Come si ottiene la conferma diagnostica? Dopo un’attenta valutazione amnestica e clinica, è necessario ricorrere ad una valutazione di tipo strumentale con impiego di una ultrosonografia doppler: in presenza di obliterazione del vaso si verifica la scomparsa di ogni segnale doppler, con eventuale presenza di segnali dovuti al circolo collaterale.

Con la collaborazione della dott.ssa Ilenia Di Liberto