Bullismo: la colpa è dei genitori?

Bullismo: la colpa è dei genitori?

I dati emersi in merito al fenomeno del bullismo, secondo l’Istat, sono scoraggianti: oltre il 50% degli studenti tra gli 11 e i 17 anni ha subito atti offensivi (verbali o fisici) da parte dei compagni. Ancora più sconcertanti sono i dati forniti dall’associazione Telefono Azzurro: l’81% dei genitori minimizza il problema, il 49% dei professori non sa rendere consapevoli i genitori e il 20% presenta difficoltà nel comprendere la gravità del fenomeno.

Dunque, i genitori sono responsabili del bullismo dei figli? A giudicare dai dati di cui sopra, sono in gran parte colpevoli. Ma facciamo una distinzione.


Ai sensi dell’art. 27 della Costituzione, la responsabilità penale è personale. Quindi il minorenne di 14 anni (imputabile per legge solo a partire da quest’età), che sia capace di intendere e di volere, pagherà personalmente per gli atti di bullismo commessi con le pene previste dal codice penale.

E sul piano civile, ossia economico? Qui vengono in ballo i genitori. L’art 2048 del codice civile prevede infatti che: “Il padre e la madre, o il tutore, sono responsabili del danno cagionato dal fatto illecito dei figli minori non emancipati o delle persone soggette alla tutela, che abitano con essi”. Queste persone “sono liberate dalla responsabilità soltanto se provano di non aver potuto impedire il fatto”. È una forma di responsabilità extracontrattuale che obbliga determinati soggetti a risarcire i danni (fisici, psicologici ed esistenziali) commessi da chi è sottoposto alla loro vigilanza ed educazione. Responsabilità che madri e padri possono evitare solo dimostrando di aver fatto tutto il possibile per impedire l’episodio lesivo.

Dunque, è compito della giurisprudenza sanzionare i genitori inerti e diseducativi. Giurisprudenza che ha messo paletti sempre più rigidi (vedi per esempio sentenza n. 168/2018 del Tribunale di La Spezia o sentenza n. 383/2018 del Tribunale di Treviso).

Addirittura, in alcuni casi, i giudici di merito hanno condannato i genitori di chi si è limitato ad assistere al comportamento bullizzante del compagno di classe. Motivo? I bambini che non si dissociano da tali condotte dimostrano di non avere ricevuto, al pari del bullo, un’educazione sufficiente che gli consenta di prendere la dovuta distanza da questi comportamenti. I genitori sono esenti da responsabilità solo se il figlio che assiste è, come la vittima, sottomesso psicologicamente al bullo.

Per i giudici occorre eliminare il bullismo a monte: partendo dai genitori e dalle scuole.

Nel 2015 sono state emanate le linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto al bullismo e al cyberbullismo, il cui obiettivo è fornire alle scuole gli strumenti di tipo pedagogico e giuridico per riconoscere i segnali precursori dei comportamenti a rischio e per prevenire e contrastare le nuove forme di prevaricazione e di violenza giovanile. Nel 2017 è stata promulgata la legge n. 71/2017, contenente disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo.

Sono passi in avanti importanti, certo, ma evidentemente occorre fare molto di più.