Decreti sicurezza, arriva la modifica del Governo: niente più confisca navi ONG e reintroduzione protezione umanitaria

Decreti sicurezza, arriva la modifica del Governo: niente più confisca navi ONG e reintroduzione protezione umanitaria

Decreti sicurezza, arriva la modifica del Governo: niente più confisca navi ONG e reintroduzione protezione umanitaria

Dopo mesi di lavoro e trattative tra i partiti al Governo, il Consiglio dei ministri, lunedì sera, ha approvato la modifica ai “decreti sicurezza“, deliberati nel 2018 e nel 2019, introdotti da Matteo Salvini e che mettevano una stretta all’immigrazione e all’integrazione.


A volere la modifica, però, non è stato solo il Partito Democratico ma anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha più volte comunicato al Parlamento la presenza di problematiche all’interno dei due decreti e aveva chiesto un nuovo intervento legislativo.


Secondo i decreti voluti dall’ex ministro Salvini, il Governo aveva la facoltà di non consentire l’accesso nelle acque territoriali italiane alle navi accusate di aver violato le leggi sull’immigrazione, prevedendo, inoltre, multe fino a un milione di euro e la confisca della nave. Adesso, però, con la nuova modifica, il divieto di ingresso nelle acque italiane si applicherà solo se le navi impegnate nei soccorsi non avranno comunicato alle autorità italiane e a quelle del Paese di appartenenza le loro operazioni e, infine, le multe massime arriveranno a 50mila euro e non vi sarà più la confisca dell’imbarcazione.

Non varia, invece, la pena a 2 anni di reclusione per chi violerà il divieto di ingresso.

Modificati anche gli articoli concernenti l’assistenza ai migranti arrivati in Italia, con la reintroduzione della “protezione umanitaria“, cancellata negli scorsi decreti dall’ex ministro Salvini.

Il nuovo decreto, quindi, stabilisce che sono convertibili in permesso di soggiorno per motivi di lavoro i permessi per protezione speciale (già protezione per ragioni umanitarie) e i permessi per calamità, per residenza elettiva, per acquisto della cittadinanza o dello stato di apolide, per attività sportiva, per lavoro di tipo artistico, per motivi religiosi e per assistenza minori.

Tutti i richiedenti asilo potranno anche tornare ad accedere e usufruire dei centri di accoglienza diffusa, SIPROIMI (ex SPRAR), considerati dal Governo più efficaci dei centri più grandi. Una modifica importante considerando che nei decreti sicurezza di Salvini solo le persone che avevano già una protezione vi potevano accedere.

Reintrodotto anche il divieto di respingimento ed espulsione in Stati in cui lo straniero rischia di essere sottoposto “a trattamenti inumani o degradanti e se ne vieta l’espulsione anche nei casi di rischio di violazione del diritto al rispetto della sua vita privata e familiare“.

I richiedenti asilo, inoltre, potranno iscriversi nuovamente all’anagrafe comunale – opzione ostacolata dai decreti sicurezza – e ottenere una carta di identità valida per tre anni.

Ridotto, infine, anche il termine massimo dei procedimenti per il riconoscimento della cittadinanza che passano da 48 a 36 mesi.

Immagine di repertorio