Presidente Crocetta in visita a Torre del Grifo

Presidente Crocetta in visita a Torre del Grifo

CATANIA – Un’altra giornata da incorniciare nella storia del Centro Sportivo “Torre del Grifo Village”, diffusamente ritenuto tra i più belli e funzionali d’Europa. L’appeal della struttura e dei luoghi, rilanciato in questi mesi da chi concepì la grande idea di progettare e realizzare questa magnifica casa del calcio e dello sport, si estende ormai ben oltre i confini del territorio nazionale e, con la scelta del Tianjin Quanjian di farne la sede di un lungo periodo di ritiro, è provata anche la capacità di attirare attenzioni intercontinentali.

Oggi, il quartier generale del Calcio Catania è divenuto crocevia di eccellenze, secondo la definizione del presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, accolto dall’Amministratore Delegato Pietro Lo Monaco. Al termine di una visita accurata delle strutture, il presidente Crocetta e Lo Monaco hanno incontrato i giornalisti in Sala Meeting, nell’albergo che accoglie il Tianjin Quanjian: con loro anche l’eroe azzurro Fabio Cannavaro, per sempre icona mondiale del calcio ed oggi brillante allenatore della squadra cinese.

“Consentitemi di salutare delle eccellenze italiane – ha esordito Crocetta in conferenza – e parto da Cannavaro, straordinario simbolo di un sentimento nazional popolare. E poi, sono rimasto positivamente persino sconvolto da quello che si è realizzato qui, a Catania, da questa struttura importante che è, appunto, una delle eccellenze italiane ed europee, consente di praticare calcio a costi molto convenienti, favorisce ed ha un ruolo di grande promozione dello sport e del calcio, in particolare, che è lo sport più bello del mondo. Si è realizzato tutto questo in una dimensione umana che esalta la bellezza della Sicilia: siamo nei giorni di Sant’Agata, è quasi primavera e si sta benissimo, se non fossi stato impegnato sarei andato a nuotare, lo faccio regolarmente anche in inverno. Grazie di cuore al Calcio Catania per aver realizzato questa struttura che ha un grande valore sociale, credo che dobbiamo lavorare per potenziarla e da questo punto di vista gli strumenti ci possono essere, ci riferiamo soprattutto ai bandi della nuova programmazione che potrebbero dare una mano. Noi dobbiamo incoraggiare queste iniziative, perché laddove l’iniziativa privata diventa iniziativa di promozione sociale noi la dobbiamo intendere persino sostitutiva di quella che il pubblico non riesce a fare: il Catania ha costruito in un anno e mezzo questa immensa realtà, quanto ci avrebbero impiegato invece il sistema pubblico e la burocrazia paralizzante del nostro Paese? Dobbiamo sostenere questi sforzi dei privati e andare avanti. Sicuramente Torre del Grifo Village è un bell’orgoglio per i catanesi e mi auguro che la squadra torni presto in Serie A perché questa è la spina dolente, per tutti. Il ritorno di Lo Monaco, in tal senso, è una bella occasione e la presenza di Cannavaro è un bell’auspicio: lui è uno di quelli che portano fortuna perché è una persona positiva. Cannavaro e Lo Monaco si sono fatti da soli, non devono ringraziare nessuno, sono persone che hanno fatto tutto con i loro sacrifici, sono uomini di grande coerenza e di grande iniziativa. Merita ammirazione, il Cannavaro che va in giro per il mondo e lascia il calcio giocato senza aspettare di diventare obsoleto, dopo essere stato uno dei più grandi difensori della storia del calcio: è bello per il Catania e la Sicilia, che sia qui, ed oggi difende l’onore dell’Italia all’estero. Così anche io sono uno che proviene da una semplice famiglia di operai ed è diventato presidente della Regione, uno che magari per studiare è andato a lavorare e capisce molto bene che vuol dire farsi da soli: non capita spesso, le difficoltà sono tante, non si parte dalla ricchezza ma è tutto legato all’impegno. Sono felice ed orgoglioso di essere qui per ringraziare il Calcio Catania del lavoro svolto, che potenzia e rafforza l’immagine della Sicilia, e per complimentarmi anche con un uomo come Cannavaro, orgoglio dell’Italia: gli vogliamo bene un po’ di più per avere scelto Catania e la Sicilia”. 

Fabio Cannavaro si è mostrato sorridente e disponibile: un atteggiamento naturale per chi rinnova ogni giorno, anche lontano dal rettangolo verde, l’appartenenza all’élite dei simboli del calcio in grado di suscitare profonde emozioni collettive. Da allenatore del Tianjin, da ex calciatore in grado di sollevare la Coppa del Mondo e il Pallone d’Oro, da uomo del Sud che è cresciuto fino alla massima affermazione ma non ha smesso di mettersi in gioco e non si è certamente adagiato, ha osservato: “Non parliamo di calcio, è importante ma lo sono molto di più iniziative come quelle portate avanti in questi anni a Catania, perché non è semplice, al Sud, fare una struttura del genere. Ne avevo sempre sentito parlare bene, è vero, però il fatto di essere qui e di aver visto con i miei occhi è sicuramente un valore aggiunto. Ho deciso di portare la squadra cinese qui perché penso che sia giusto portarli in Italia e non andare da qualche altra parte, perché sono italiano, quindi mi faceva piacere far capire ai miei giocatori non solo l’aspetto calcistico ma anche tutto quello che abbiamo. Ringrazio il Calcio Catania per l’ospitalità e per quello che ci stanno dando, un supporto a 360 gradi. Spero di tornare l’anno prossimo se le cose andranno non bene ma benissimo, ringrazio il presidente Crocetta per la visita e per le sue splendide parole. Andare all’estero sicuramente non è semplice, perché siamo italiani e rappresentando un Paese fantastico dobbiamo cercare di rappresentarlo nel migliore dei modi. Nel mio piccolo spero di riuscirci, non è semplice ma cercherò di dare il massimo come ho fatto fin qui“.

 

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