Catania, pena alleggerita? Pulvirenti sceglie la strada della collaborazione

Catania, pena alleggerita? Pulvirenti sceglie la strada della collaborazione

CATANIA – In attesa del processo di primo grado, Pulvirenti ha fornito utili chiarimenti a completamento dell’indagine relativa ai ‘Treni del gol’ che fanno tremare squadra e tifosi rossoazzurri. Spontaneo e collaborativo il suo intervento presso la Procura Federale durato ben 7-8 ore. L’ormai ex Presidente del Catania ha scelto liberamente di partecipare all’audizione con il Procuratore Stefano Palazzi.

Ribadito quanto già espresso nei giorni scorsi alla Procura etnea e, in parte, ai giornalisti presenti nella conferenza stampa indetta dallo stesso Pulvirenti a Torre del Grifo. Si vorrebbe far passare il messaggio che la vicenda si sia limitata al tentativo di combine, presumibilmente fallito perché l’ex Direttore Sportivo etneo Daniele Delli Carri e gli altri protagonisti della vicenda avrebbero usufruito del denaro concesso truffando proprio il dimissionario Presidente rossoazzurro.




I soldi, dunque, potrebbero non essere arrivati a destinazione. Resta da capire se davvero i fatti si siano evoluti tramite queste modalità e quale ruolo avrebbe ricoperto, in particolare, Delli Carri, figura chiave per comprendere se, effettivamente, i risultati siano stati alterati. E Pablo Cosentino? Pulvirenti sostiene che non fosse al corrente della situazione. Sarà vero, inoltre, che il Catania non abbia alcuna responsabilità in tema di calcioscommesse? Interrogativi che necessitano di adeguate risposte.

Anche per questa ragione Palazzi si recherà nei prossimi giorni a Catania, fissando un incontro investigativo. Al momento il quadro accusatorio illustra l’esistenza presunta di un’associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. In caso di combine accertate, dovranno necessariamente saltare fuori i nomi dei soggetti favorevoli alla “vendita” delle partite contestate. Possibile, in questo scenario, un alleggerimento della pena per il Catania e Pulvirenti “premiando” il suo spirito collaborativo presso gli organi di giustizia.


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