Al TaorminaFilmFest una straordinaria Guia Jelo in La Divina Dolzedia - Newsicilia

Al TaorminaFilmFest una straordinaria Guia Jelo in La Divina Dolzedia

Al TaorminaFilmFest una straordinaria Guia Jelo in La Divina Dolzedia

TAORMINA – In anteprima esclusiva per il TaorminaFilmFest è stato presentato oggi il lungometraggio “La divina Dolzedia” di Aurelio Grimaldi.

Protagonista indiscussa Guia Jelo nei panni di un’anziana prostituta d’alto bordo ancora molto richiesta per il suo particolare gioco d’amore lo “gnicche gnacche”.



“È una bella scommessa – spiega Guia Jelo -, perché si parla soltanto in dialetto catanese ad eccezione del romanesco di Simona Izzo. La storia si svolge tra Catania e Trecastagni e sono sicura che piacerà molto”. Ed ancora aggiunge: “Questo è il film dei ‘catanisi’, finalmente ci riprendiamo il Festival”.

Sottotitoli in italiano e dialoghi in dialetto catanese stretto interpretati da un cast d’eccezione: Francesca Ferro, Mario Opinato, Nellina Laganà, Fabio Costanzo, Claudio Musumeci, Jacopo Cavallaro, Giovanni Alfieri, Gabriele Vitale. Ad impreziosire il film c’è la partecipazione straordinaria di Tuccio Musumeci, Lucia Sardo, Pippo Pattavina e Simona Izzo. Per la prima volta sullo schermo la giovane Maria Chiara Pappalardo, che interpreta la figlia di Dolzedia.


“È un film tutto da gustare – continua la diva catanese già diretta da Aurelio Grimaldi ne “Le Buttane” -. Tuccio Musumeci nelle vesti di un anziano professore che traduce il marchese De Sade nel nostro dialetto, considerandolo superiore a Dante Alighieri poeta amato ed elogiato nel film dall’intraprendente Dolzedia anche nei momenti più strani, è davvero straordinario”.

La storia racconta ventiquattro ore della vita della prostituta che recita il XVIII canto della Divina Commedia. quello delle malebolge, che contrariamente a quanto avviene nel viaggio dantesco sono i peccatori che vanno a trovare l’attempata prostituta e non viceversa.

Guglielmina Falsaperla in arte Dolzedia è una donna che vive del suo corpo, che ama la letteratura e rimprovera i ragazzi che non studiano, sottolineando come la cultura possa e debba essere a portata di tutti non solo dei ceti più abbienti. “Aurelio Grimaldi – aggiunge Guia Jelo – è un regista ‘particolare’, forse più di me, il che è tutto dire! Il ruolo di Dolzedia è un dono enorme, perché realizzare oggi un film non è assolutamente semplice e gestire me è tutto tranne che facile”.

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