“Stidda lucenti china di biddizzi” al teatro di Modica

MODICA – Parte la prima stagione teatrale dello Spazio Cultura “Piccolo Palcoscenico” di Modica, un «centro polifunzionale in grado di produrre eventi, spettacoli, concerti e quant’altro, e allo stesso tempo che possa accogliere valide proposte culturali provenienti da chi vuole investire in cultura», come descritto dal suo creatore e Direttore Artistico, Alessandro Sparacino.

E per aprire il sipario su questa rassegna è stato chiamato il Centro culturale e teatrale “Magma” di Catania, che proporrà al pubblico ibleo uno spettacolo che rimanda alla scuola poetica e musicale siciliana più genuina ed autentica: “Stidda lucenti china di biddizzi” è un emozionante excursus pindarico sulla bellezza femminile e della figura della donna nella tradizione siciliana, che ne tratteggia gli aspetti, sia positivi che negativi, più intensi e caratteristici.

In scena, sabato 25 ottobre alle 21 e domenica 26 ottobre alle 18.30, vedremo Letizia Tatiana Di Mauro, Antonella Rotondo e Carmelisa Puglisi.

Alle tre talentuose attrici, chiamate ad incarnare con le proprie voci e corpi passione, piacevolezza ed avvenenza delle donne siciliane, in scena si aggiungerà Alfio Guzzetta, che cura anche la regia, e l’ensemble musicale formato dalle esperte percussioni di Fulvio Farkas, dalla abile chitarra di Totò Zappalà, e dalla straordinaria voce di Giusy Schilirò.

“Stidda lucenti china di biddizzi” è un intenso e divertente recital tra commedia, musica e poesia, così introdotto dalla Direzione Artistica: «Alberto M. Cirese ci dà una definizione esaustiva del termine cultura: “Il complesso delle attività e dei prodotti intellettuali e manuali dell’uomo-in-società, quali che ne siano le forme e i contenuti, l’orientamento e il grado di complessità o di consapevolezza, e quale che ne sia la distanza dalle concezioni e dai comportamenti che nella nostra società vengono più o meno ufficialmente riconosciuti come veri, giusti, buoni, e più in genere culturali”.

Purtroppo questo riconoscimento dipende sempre dalla cultura egemone che raramente prende in considerazione culture “diverse” dalla propria. Non di rado accade che proprio il ceto popolare, spesso meno istruito, percependo questa “diversità”, si allontana, isolandosi. Si viene a creare, così, una cesura fra due culture “diverse” che finiscono per diventare “nemiche”.

Per questo si è pensato allo spettacolo: “Stidda lucenti china di biddizzi”.

La sua struttura prevede un percorso tra quelle tradizioni popolari che spesso vengono considerate cultura di secondo grado, mentre stanno alla base e costituiscono le radici di ogni espressione, sia essa popolare o colta. Lo spettacolo permetterà il coinvolgimento anche degli spettatori creando così un’osmosi atta a creare un dialogo reciproco e il rispolvero di colori persi nel tempo, ma che ritornano con il fascino di sempre.

Oggetto della rappresentazione saranno i curtigghiarii, le favole, le canzoni popolari, i rimbrotti o le schermaglie amorose. Tramite questo gioco si faranno rivivere espressioni e modi che oggi stanno scomparendo. Il nostro dialetto è il risultato di millenni di contaminazioni diverse: greci, latini e bizantini, arabi, normanni e svevi, aragonesi, castigliani, spagnoli… non hanno certo attraversato la nostra storia senza darle il loro apporto.

A brani “classici” verranno affiancati testi “popolari” e verranno rivalutate alcune favole. Sarà un modo per stare insieme sorridendo e ricordando l’epoca dei nostri nonni, quando nelle sere d’estate ci intrattenevano con storie, canzoni e saggezza».

“Stidda lucenti china di biddizzi”, (La donna nella tradizione siciliana)

a cura di Eleonora Guzzetta

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IN SCENA

Letizia Tatiana Di Mauro
Alfio Guzzetta
Carmelisa Puglisi
Antonella Rotondo

e con

Giusy Schilirò (voce), Fulvio Farkas (percussioni), Totò Zappalà (chitarra)

Regia
Alfio Guzzetta

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