Carcere di Augusta, detenuto aggredisce sei agenti di Polizia Penitenziaria

Carcere di Augusta, detenuto aggredisce sei agenti di Polizia Penitenziaria

AUGUSTA – La drammatica situazione delle carceri italiane è ormai evidente, si registrano tanti episodi di violenza, suicidi e autolesionismo. Ma spesso i detenuti oltre a mettere a repentaglio la propria vita, mettono a rischio quella degli agenti che lavorano all’interno di questi istituti.

È quanto accaduto ad Augusta, in provincia di Siracusa, un carcerato – secondo quanto riferito da Nello Bongiovanni, dirigente nazionale del Sippe – avrebbe aggredito sei agenti di Polizia Penitenziaria.


È stato necessario l’intervento dei medici del Pronto Soccorso, un agente ha riportato la rottura della scafoide e la prognosi è di 40 giorni, un altro ha una prognosi di 6 giorni, gli altri 3 agenti hanno avuto una prognosi di tre giorni l’uno e infine l’ultimo sarebbe ancora in ospedale per accertamenti.

Il vice Provveditore di Palermo ha contattato personalmente tutti gli agenti, per accertarsi delle loro condizioni. Inoltre, ha aggiunto: “Viviamo un momento difficile quasi in tutti gli istituti, ma alla Casa di reclusione di Augusta a nostro avviso non ci sono più le condizioni per poter lavorare. Il Sippe si augura e spera ancora in un intervento risolutivo e mi auguro che questa ennesima aggressione serva non per punire la polizia penitenziaria ma per difenderla“, conclude Bongiovanni.

Diventa insostenibile per i poliziotti penitenziari lavorare in queste condizioni, anche le strutture all’interno della quale lavorano sono fredde o troppo calde – in base alla stagione -, e risultano anche essere alienanti.

Le conseguenze fisiche e psicologiche non sono da trascurare. Infatti, dal 2011 al 2022, si sono registrate 78 suicidi tra gli agenti. Dati che superano quelli relativi ad altri apparati dello Stato.

Foto di repertorio