Catania SSD e Palermo Calcio: destini simili, partenze differenti

Catania SSD e Palermo Calcio: destini simili, partenze differenti

SICILIA – I destini sono simili, le categorie attualmente differenti. Sono due i “gradini” che separano le due maggiori realtà calcistiche siciliane, Catania SSD e Palermo Calcio, travolte negli ultimi anni da scelte e società non all’altezza del blasone che le caratterizza.

LA “FALSA” PARTENZA DEL PALERMO


Il Palermo ha avuto il coraggio di cambiare marcia e fare affidamento ai progetti e la voglia di investire da parte dei proprietari arabi del Manchester City capeggiati dallo sceicco Mansour. Sembra quasi uno scenario orientale, ma il calore e il sentimento di appartenenza dei tifosi rosanero e siciliani in generale, sembra avere il potere di trascinare culture lontane e diverse in un mix azzeccato che ha trovato “casa” nel capoluogo dell’Isola.

La partenza della squadra rosanero, dopo anni di C, nella serie cadetta non ha sortito l’effetto che la maggior parte degli addetti ai lavori si aspettava.  Il bilancio, di 12 punti in 11 partite, complice l’ultimo risultato utile in Emilia-Romagna contro il Modena, fa respirare la squadra del tecnico Eugenio Corini appena fuori dalla lotta play out per non retrocedere.

A primo impatto pare che manchi un partner valido per sostenere la manovra spesso troppo isolata del bomber Matteo Brunori. Nonostante questo, come un ciclone che si abbatte senza preannunciarsi, anche gli infortuni hanno contribuito alla flessione della squadra. Oltre a Sala, si è aggiunta la tegola per Salvatore Elia (stagione finita per lui), pedina inamovibile delle prime dieci giornate nello scacchiere delle aquile. L’alternativa più naturale potrebbe essere l’impiego di Valente salvo sorprese.

L’esigenza più impellente è quella di uscire dall’impasse dei risultati negativi, anche per attenuare le critiche, per certi versi ragionevoli, all’indirizzo dell’allenatore bresciano, accusato di non aver dato un’identità alla squadra.

IL CATANIA “RISORTO” DALLE CENERI

“Appena” due categorie più in basso si colloca l’altra società siciliana, il Catania del nuovo proprietario “oltreoceanico” Ross Pelligra, artefice di una vera e propria rivoluzione in termini societari e di organigramma.

La Serie D sta senza dubbio stretta ai rossazzurri allenati da mister Ferraro e questo concetto ha valenza se rapportato al numero di vittorie ottenute dall’inizio del campionato: 9 su 9.

Stakanovisti, difesa granitica e un tifo invidiabile ai più sono le “pozioni” al momento vincenti per una pronta risalita dopo periodi bui che non hanno nulla a che vedere con il calcio giocato. I sostenitori del Massimino sono stabilmente sui 14mila, superando anche qualche squadra del massimo campionato di Serie A.

A centrocampo l’allenatore etneo Ferraro non può fare a meno del mediano Rizzo, mentre la difesa composta da Lorenzini e Rapisarda sta facendo dormire sonni tranquilli. Il volto conosciuto Lorenzini non è mai stato sostituito giocando tutti minuti a disposizione dall’inizio del campionato assicurando affidabilità e una fase di non possesso impeccabile.

Lodi è il metronomo, la corsa passa in secondo piano quando il piede rimane tale e quale degli anni d’oro. Giovinco, Jefferson, Sarao e Forchignone sono nomi fuori categoria che si incastrano alla perfezione nel modulo dalla squadra del “Liotro”.

Sembra davvero uno scenario d’alta classe quello che attornia il Catania SSD, tra organizzazione e trasmissione delle partite sul canale regionale di Telecolor con una qualità degna di nota.