Smart working, ore al computer. E la schiena? I consigli del fisioterapista

Smart working, ore al computer. E la schiena? I consigli del fisioterapista

Dopo due anni di smart working siamo tutti un po’ indolenziti. Molti di noi continuano a lavorare da casa, chini sui computer portatili, seduti su sedie casalinghe e scrivanie improvvisate. Cosa possiamo fare per mantenere in salute la colonna vertebrale e combattere i dolori provocati da posture sbagliate? Evitare fastidi e dolori non è difficile se segui i consigli del fisioterapista e gli esercizi che trovi in questo articolo.

Prima di tutto dobbiamo sfatare un mito che ci condiziona da sempre: hai presente la posizione ergonomica alla scrivania raccomandata dagli esperti, quella con i piedi dritti, ginocchia e gomiti a 90° e le mani appoggiate sul tavolo? Ebbene, dimenticala: “È una posizione datata che deriva dalle regole di buona educazione dell’Inghilterra vittoriana. Non ha alcuna valenza scientifica: nessuno ha mai dimostrato che sia la migliore. E in ogni caso, anche la postura migliore, se mantenuta per più di 15 minuti, senza modificarla, porta al sovraccarico di alcune strutture con conseguenti problemi“, spiegano gli specialisti di Isico, l’Istituto Scientifico Italiano Colonna Vertebrale.


Il punto cruciale non è tanto trovare la sedia ergonomica, l’esercizio ideale o la scrivania più adatta, ma cambiare posizione spesso, anche mentre siamo seduti, allungando una gamba, sporgendosi in avanti e indietro. E, almeno ogni ora, bisogna alzarsi e fare alcuni esercizi di allungamento per ripristinare le curve fisiologiche della colonna“.

DUE ESERCIZI OGNI ORA

La nostra colonna vertebrale ha tre curve fisiologiche: la lordosi cervicale, la curva interposta tra la testa e le spalle, la cifosi toracica, e la lordosi lombare, tra la fine del tratto toracico e i glutei.

Durante la giornata, soprattutto se svolgiamo un’attività sedentaria, le curve del tratto cervicale e lombare tendono a invertirsi, passando da una concavità posteriore a una anteriore, ed è questo che provoca dolore. Accade perché stiamo seduti e tendiamo a guardare cosa fanno le nostre mani rivolgendo la testa sempre verso il basso. Dobbiamo imparare a ripristinare la forma corretta di questi due tratti prima che si sviluppi dolore. Ecco dei semplici movimenti che, in pochi secondi, vanno ad annullare l’inversione della curva“.

  1. Con le mani sui lombi, stira indietro la colonna portando in avanti l’addome e il petto e aprendo le spalle.

2. Con le mani appoggiate dietro al collo, estendi il tratto cervicale portando delicatamente indietro la
testa.

Sono due movimenti classici che tendiamo a fare istintivamente quando abbiamo dolore, ma se vengono
ripetuti regolarmente, almeno ogni ora per almeno quattro volte, prevengono il problema. Per ricordarsi di farli regolarmente, basta attivare un avviso sul cellulare oppure sul braccialetto da fitness“.

QUALE SPORT? QUELLO CHE TI PIACE DI PIÙ

Ami la corsa o preferisci la palestra?

Qualsiasi attività fisica, a parte quelle pericolose che possono portare a delle cadute, non fanno che bene
alla salute della schiena. Non esiste uno sport controindicato, basta praticarlo con raziocinio. Possiamo
allenare le articolazioni anche con i pesi, se veniamo aiutati da qualcuno che ci sostiene e previene il
sovraccarico delle zone più deboli. Quanto alla raccomandazione di fare almeno 10mila passi al giorno, circa 7 chilometri, è solo un numero facile per ricordarci di camminare il più possibile. L’importante è che lo sport venga fatto con buon senso, tenendo conto delle condizioni di partenza“.

Pensi di non riuscire da solo? Se hai un dolore acuto alla cervicale, dorsale o lombare puoi rivolgerti al medico per la terapia farmacologica.

In caso di lombalgia subacuta e cronica senza una causa precisa – conclude il Dott. Muresan, – ci avvaliamo di esercizi terapeutici specifici e di un approccio psicologico di tipo cognitivo-comportamentale. Inoltre, cerchiamo di insegnare al paziente qual è il modo più corretto di far funzionare la schiena e come si origina il dolore, ma anche a vincere la paura di andare incontro a una grave disabilità, che sopraggiunge solo in caso di gravissime patologie. Soprattutto in questi casi è raccomandata una moderata e regolare attività fisica in grado, tra l’altro, di favorire la produzione di endorfine, ormoni dall’azione antidolorifica che arrecano una maggiore sensazione di benessere generale“.

Dott. Razvan - Claudiu Muresan - Fisioterapista

Dott. Razvan – Claudiu Muresan – Fisioterapista