L’università, l’Italia e il Sud. Rettori a confronto: “No alla fuga di cervelli”

L’università, l’Italia e il Sud. Rettori a confronto: “No alla fuga di cervelli”

CATANIA – In un periodo di crisi dove sembra si vada sempre più verso il basso, i tagli finanziari colpiscono spesso settori in cui l’Italia ha sempre potuto cantare eccellenze. Tra queste c’è anche l’università, che ha visto negli anni un calo di immatricolazioni è un esodo verso l’estero.

Questo scenario accomuna tutto lo Stivale e specialmente la parte meridionale della penisola. Le cause sono molteplici, come analizzato dal presidente CRUI (Conferenza Rettori Università italiane) Stefano Paleari: “Il sistema universitario ha visto un netto calo dei finanziamenti e i tagli sono un vero disastro, soprattutto se fatti nella ricerca”. Tra le istituzioni e gli atenei c’è poco dialogo e, spesso, le università entrano in contrasto tra loro cercando di offrire servizi diversi per ottenere maggiori sovvenzioni.

Il sistema, infatti, è attualmente viziato da premi ottenuti in base al numero di iscritti e di persone che entrano nel mondo del lavoro a seguito degli studi fatti in una o nell’altra università.

Su quest’ultimo punto, quello occupazionale, Paleari sottolinea come il problema sia il poco dialogo tra politica e rettori: a volte si viaggia su direzioni differenti e questo costringe molti a cercare fortuna altrove.

Infine, su Catania, il presidente elogia il lavoro svolto dal Magnifico Rettore Giacomo Pignataro: “È un ateneo in grandissimo movimento. Il lavoro svolto qui darà risultati positivi in tre anni. C’è un approccio costruttivo che cerca di dare risposte alle difficoltà e secondo me potrà fare da traino a tutto il territorio”.

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