Catania, classi sovraffollate al De Felice Giuffrida-Olivetti. Preside De Francesco: “Situazione delicata”

Catania, classi sovraffollate al De Felice Giuffrida-Olivetti. Preside De Francesco: “Situazione delicata”

CATANIA – Riceviamo e pubblichiamo una nota del Dirigente Scolastico dell’Istituto De Felice Giuffrida-Olivetti di Catania, professoressa Anna De Francesco, in merito al pericolo di sovraffollamento nelle classi delle struttura.

Di seguito, la nota completa inviata dalla Preside alla nostra redazione.


“L’Ufficio Scolastico Territoriale di Catania (UST) intende assegnare alla scuola una sola classe Prima del Biennio Comune del Tecnico Economico nonostante i 31 alunni di cui 15 seconda lingua francese, 16 seconda lingua spagnola; solo una classe Prima del Professionale Operatore Benessere nonostante i 31 alunni di cui 6 diversamente abili di cui uno grave; inoltre si fa notare che la prima classe Operatore Benessere ha un numero di iscritti pari a 31 e non 22 come riportato al SIDI dall’UST di Catania, il SIDI è il portale di lavoro tra le scuole e gli uffici territoriali; solo una classe Seconda del Professionale Operatore Benessere nonostante i 29 alunni di cui 6 diversamente abili di cui due gravi; solo una classe Terza del Professionale Operatore Benessere nonostante i 30 alunni di cui 4 diversamente abili”.

Il numero delle classi, come confermato dalla Dirigente, è stato motivato a causa dell’elevato numero di diversamente abili presenti in istituto. “Si consideri – continua – che la forte presenza dei diversamente abili presuppone ulteriore aumento delle persone in aula: da qui la necessità del servizio dei professori di sostegno e degli assistenti alla comunicazione. Si tenga conto che le aule di maggior ampiezza saranno assegnate alle classi quarte e quinte che presentano già un numero elevato di alunni”.



Tale condizione non rispetta i limiti di densità previsti dal d.m. 18 dicembre 1975 che invece prevedono 1,96 mq per alunno nel caso di attività didattiche “normali”, per i laboratori la superficie richiesta è maggiore.

“A tal proposito, si ricorda che il D.M. 26 agosto 1992 indica al punto 5.6, comma 3 le condizioni limite per l’evacuazione in caso di incendio, anche queste non sono rispettate. Altresì si segnala che l’Istituto, per la sede di piazza Roma, sarà interessato da cantieri edili che, in costanza di lezioni, esplicheranno la loro attività lavorativa all’interno della scuola. Pertanto è opportuno – ricorda la Dirigente – anche per adempiere agli obblighi del redigendo documento di valutazione dei rischi di interferenza (DUVRI), che le classi siano dimensionate opportunamente per assicurare la fattibilità della rotazione tra tutte le aule e tra le sedi”.

I problemi di sicurezza riguardano anche il limite degli alunni per classe, secondo quanto riportato dalla normativa vigente. “L’eccessivo numero di alunni per classe, anche non diversamente abili, oltre a non garantire la qualità della didattica, viola la normativa sulla sicurezza e prevenzione antincendio e aggrava i rischi per l’incolumità pubblica: a ribadirlo è stato il Tar della Sicilia con l’ordinanza n. 252/2019”.

“Si ricorda che il diritto allo studio è sancito dalla nostra Costituzione (art. 30 – 33 – 34) ed esiste la libertà di scelta delle famiglie nell’educazione della prole. In particolare in questo periodo di chiusura delle funzioni produttive del Paese a causa dell’emergenza in atto, sono state chiuse immediatamente e per prime anche le attività didattiche, successivamente trasformate le modalità degli Esami di Stato, inserimento del lavoro agile, ecc., richiedono una particolare attenzione al divieto di assembramento”, conclude la Preside De Francesco.