“No, non ho tempo”, prigionieri volontari e involontari delle incombenze: la Gestione delle Priorità

“No, non ho tempo”, prigionieri volontari e involontari delle incombenze: la Gestione delle Priorità

CATANIA – No. Scusami, non posso, non ho tempo“: quante volte abbiamo dato o ci hanno rivolto questa risposta?

La vita attuale, così frenetica e consumistica, con la pressione del lavoro e della tecnologia dei computer e dei cellulari, presenti come una compagnia costante e al tempo stesso insidiosa e deprivante di intimità, ci porta alla sensazione di essere sempre impegnati e ci sentiamo oppressi dalla “morsa del tempo“, il quale, secondo la nostra percezione, sfugge al controllo.


Spesso siamo di fronte a casi di persone che hanno una quantità oggettivamente importante di impegni, professionali e personali, come succede, per esempio, a padri e madri single: probabilmente, però, una migliore gestione di tali impegni, potrebbe costituire un valido aiuto.

Per cominciare è fondamentale distinguere il tempo privato da quello professionale, in modo da gestire al meglio i due ambiti, evitando che l’eccesso di estensione del secondo impedisca un uso efficace del tempo personale. Rispetto ai nord Europei, o agli Americani, che andando in ufficio prima, e avendo una pausa pranzo più veloce, riescono a staccare prima, con benefici per la loro vita privata, gli Italiani tendono a prolungare la giornata lavorativa alla sera, rimanendo fino a tardi nel posto di lavoro, a discapito dell’efficienza e della qualità del rendimento.



Il vero problema, quindi, è la gestione delle priorità. Ci viene in aiuto, in questo senso, la Matrice di Eisenhower, che, dal nome del generale e presidente statunitense degli anni ’50, detta anche di Covey, dal nome di Stephen Covey, che ne ha approfondito il modello, sta alla base del metodo di ottimizzazione del tempo. Secondo essa, per organizzarci al meglio, bisogna suddividere le attività dando loro la seguente precedenza:

  • Urgente /Importante
  • Importante/Non Urgente
  • Urgente/Non importante
  • Non Urgente e Non Importante

In tal modo, diversi impegni diverranno inutili: le ultime due categorie, infatti, con un po’ di pratica e di allenamento, spariranno via via  dalla nostra agenda, divenendo “tempo libero“, tempo per sé stessi.

È importante, infatti, rallentare la corsa quotidiana, considerare il riposo un diritto, ascoltare di più l’orologio interno, e imparare, dicono i psicologi,  a “non far niente” almeno per un quarto d’ora al giorno, assicurarsi che nessuno disturbi questo “tempo sacro“, fondamentale per  ricaricare le batterie e fare il pieno di energie, gestendo meglio la giornata e affrontando i problemi con più serenità.

Esistono numerose e diverse attività che ci si può regalare per liberare energia: semplicemente stare (senza fare), oppure passeggiare, leggere, ascoltare musica, curare le relazioni umane, la propria persona, scegliendo occupazioni piacevoli, in sintonia con le proprie attitudini personali: ciò porta a un ottimo livello di soddisfazione di vita e contribuisce a mantenere un buon equilibrio tra incombenze e doveri.

Citando Seneca, egli sosteneva che “È vero che abbiamo poco tempo, ma la verità è che ne perdiamo molto“.

Fonte immagine – sitemafinestra.it