Fumo passivo, oltre 600mila morti all’anno: 31% di mortalità in più per chi da piccolo ha vissuto con un fumatore

Fumo passivo, oltre 600mila morti all’anno: 31% di mortalità in più per chi da piccolo ha vissuto con un fumatore

Secondo uno studio condotto dalla American Cancer Society e pubblicato dall’American Journal of Preventive Medicine, anche chi non ha mai toccato una sigaretta in vita sua corre un maggiore rischio di contrarre, da adulto, una serie di problemi respiratori – anche mortali – se è cresciuto in una casa insieme con un fumatore.

Alcuni ricercatori americani hanno infatti sottoposto a un questionario sull’esposizione al fumo oltre 70mila persone che non avevano mai fumato in vita loro, con un’età compresa tra i 50 e i 74 anni e che sono state seguite per 22 anni. I risultati dello studio hanno dimostrato che chi da piccolo ha vissuto in casa con un fumatore ha il 31% in più di possibilità di morire a causa di una broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco), una malattia polmonare progressiva caratterizzata da una ostruzione delle vie aeree che rende molto difficoltosa la respirazione e che spesso è accompagnata da un’infiammazione cronica dei polmoni.




Vivere con un fumatore in casa può essere, quindi, particolarmente dannoso: alcune ricerche americane su questo settore hanno infatti dimostrato che per chi respira il fumo dal coniuge o dai colleghi di lavoro aumenta il rischio di contrarre un tumore polmonare all’incirca del 20%.

Ancora più rischi corrono i bambini. Il fumo infatti indebolisce il loro sistema immunitario e diventano quindi più soggetti a contrarre raffreddori, bronchiti, tonsilliti, tracheiti, otiti e attacchi di asma. Oltre 400 sostanze chimiche sono infatti presenti all’interno delle sigarette e sono proprio queste che causano in Italia una emergenza sanitaria anche in età pediatrica. Il 52% dei bambini entro i primi due anni di vita subisce infatti una enorme quantità di fumo passivo mentre il 49% di bambini con una età compresa tra 1 e 5 anni è figlio di almeno un genitore fumatore.

Il fumo passivo rappresenta inoltre il principale fattore inquinante degli ambienti chiusi e provoca nel mondo oltre 600mila morti ogni anno. Fino a non molti anni fa, il tumore al polmone causato dal fumo delle sigarette veniva considerato una patologia prettamente maschile, dal momento che su 11 milioni di fumatori italiani, ben 7 milioni erano uomini. Ma il numero delle donne fumatrici sta sempre più aumentando causando, tra l’altro, numerosi casi di cancro al seno, all’utero, alla vescica e al pancreas. 

I fumatori non dovrebbero dimenticare che persino i vestiti impregnati del fumo di sigaretta possono trasformarsi in pericolosi contaminanti. Infatti i loro abiti – anche nel caso di chi fuma fuori casa – assorbono come spugne la nicotina e varie tossine che risultano pericolose per la salute. Si tratta del cosiddetto fenomeno del fumo di terza mano: la contaminazione che resta non solo sui vestiti e i capelli dei fumatori, ma anche sugli arredi delle case (come tende, divani, superfici tessili, ecc.), perfino dopo che il fumo di sigaretta si è disperso nell’ambiente.

Immagine di repertorio