Aspirinetta fondamentale per la prevenzione cardiovascolare?

Aspirinetta fondamentale per la prevenzione cardiovascolare?

Corrado-Tamburino

Le piastrine hanno un ruolo fondamentale nella patogenesi dell’aterosclerosi e delle sue complicanze trombotiche acute, come l’infarto miocardico, poiché sono la maggior componente del trombo che fa accrescere la placca o che occlude all’improvviso il vaso durante un attacco cardiaco acuto. Pertanto l’inibizione dell’aggregazione piastrinica rappresenta una strategia terapeutica fondamentale della malattia coronarica ischemica. Uno degli inibitori piastrinici comunemente usati in cronico nella prevenzione cardiovascolare è l’aspirina.




Tale farmaco ha marcatamente ridotto l’incidenza di eventi ricorrenti in pazienti che hanno già avuto un evento cardiovascolare ischemico, cioè nell’ambito della prevenzione secondaria, dove la terapia con aspirina è al momento obbligatoria. Diverso è il discorso che riguarda la prevenzione primaria, e cioè la prevenzione di un primo evento cardiovascolare in soggetti con o senza fattori di rischio. Le attuali linee guida internazionali non raccomandano l’uso dell’aspirinetta in tutti i soggetti in prevenzione primaria. Pertanto tale terapia va somministrata in soggetti selezionati sulla base del rischio cardiovascolare individuale. Quindi la pratica comune in alcuni paesi di cominciare ad assumere l’aspirina dopo i 40 anni, per la prevenzione di un primo evento cardiovascolare, non è supportata da evidenze e non deve essere seguita, soprattutto in considerazione del fatto che tale farmaco, nonostante sia efficace, non è scevro da rischi emorragici. Pertanto i benefici derivati dalla terapia con aspirina devono ragionevolmente superare i rischi associati.

Con la collaborazione della dott.ssa Piera Capranzano


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