Valentina Tereškova, la donna volante: il ritratto della prima cosmonauta della storia

Valentina Tereškova, la donna volante: il ritratto della prima cosmonauta della storia

RUSSIA – Quando nel febbraio 1963 veniva pubblicato “La mistica della femminilità” di Betty Freidan, saggio incentrato sull’insoddisfazione delle donne negli Stati Uniti, la giovane russa Valentina Tereškova non immaginava certamente di diventare, da lì a breve, uno dei simboli dell’emancipazione femminile.

Il dopoguerra aveva lasciato ampie ferite per il globo. Una di queste fu rimarcata dalla contesa geopolitica tra le due principali superpotenze mondiali, gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Sulla scorta della Seconda Guerra Mondiale, Washington e Mosca capirono ben presto che lo scontro sulla Terra non sarebbe più bastato a determinare la supremazia dell’uno sull’altro.


Sulle orme di Gagarin

Nacque così il bisogno di “spingersi oltre”, dando vita alla cosiddetta “corsa allo spazio”. Il 12 aprile 1961 Jurij Gagarin fu l’essere umano che primo tra tutti riuscì a raggiungere l’orbita, osservando così la Terra da una prospettiva mai sperimentata prima e definendola “bellissima, senza frontiere né confini“.

È proprio a seguito di questa straordinaria impresa che fece la sua comparsa nella storia la giovane sovietica. Nata il 6 marzo nel 1937 nella piccola località di Bolshoye Maslennikovo, Valentina Tereškova crebbe in un ambiente contadino senza il padre, scomparso durante la Guerra d’Inverno da Russia e Finlandia.

Valentina, la “prescelta”

Appassionata di paracadutismo, si iscrisse in una scuola specializzata e in pochi anni riuscì ad accumulare oltre un centinaio di lanci. Grazie alla sua perseveranza, a 26 anni si fece gradualmente strada negli ambienti dell’Aeronautica nello stesso periodo in cui USA e URSS facevano a gara per mandare la prima donna nello spazio.

L’occasione era ghiotta ma per diventare cosmonauta Valentina doveva superare la concorrenza di centinaia di “avversarie”. La scelta, incredibilmente, ricadde proprio su di lei. Da lì a breve venne istruita e preparata per ripetere la sfida vinta dal suo omologo soltanto due anni prima.

16 giugno 1963

La data del lancio fu quella del 16 giugno 1963, mentre il luogo di partenza  il cosmodromo di Bajkonur, nell’odierno Kazakistan. La giovane, chiamata in codice “Chaika” (gabbiano) si accomodò all’interno della capsula Vostok 6 del vettore Soyuz e salutò la Terra. La sua permanenza nello spazio sarebbe durata tre giorni per poi rientrare il 19 giugno dopo aver completato 48 orbite.

Da quel momento, Valentina Tereškova divenne una vera e propria “eroina” per il suo Paese, vuoi per l’eccezionalità dell’impresa vuoi per la pressante propaganda del Governo russo che la ricoprì di omaggi e onorificenze.

Tante “prime volte”

Negli ultimi anni sono diventate sempre più numerose le donne che hanno preso parte a missioni spaziali. Tra le tante, ricordiamo Svetlana Savickaja (prima donna a tornare in orbita 19 anni dopo la connazionale Tereškova), Sally Ride (prima astronauta statunitense) e Samantha Cristoforetti, prima italiana a guardare il nostro pianeta dallo spazio.

Proprio la 44enne milanese sarà, a partire dal 2002, la prima donna europea a prendere il comando della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) in occasione della missione Expedition 68.

Fonte Foto: marieclarie.com