Più ascolto ai padri separati: nasce “Pater Familias – Associazione Padri Separati Catania”

Più ascolto ai padri separati: nasce “Pater Familias – Associazione Padri Separati Catania”

Padri disimpegnati e madri proprietarie. Sono queste le qualifiche che assumono nelle aule dei Tribunali i genitori separati.

I Giudici italiani, infatti, investiti dei giudizi di separazione personale dei coniugi, sempre più spesso optano per un affidamento condiviso dei figli ad entrambi i genitori, ma con collocamento stabile presso la madre.




Certamente la giurisprudenza avrà avuto i suoi ottimi motivi per addivenire a scelte del genere, nel migliore interesse della prole, ma questa violazione del principio di bi-genitorialità è costata all’Italia una condanna dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.

È necessario cambiare rotta: questo è l’imperativo che il legislatore italiano sta cercando progressivamente di imporre. I padri devono imparare ad educare ed a crescere i figli, mentre le madri devono imparare a non ritenersi proprietarie degli stessi.

La giurisprudenza di merito ha compiuto importanti passi avanti in questo percorso, anche rimarcando le scelte adottate dai Giudici dei Paesi europei socio-culturalmente più avanzati del nostro, come il Regno Unito.

Il Tribunale Civile di Milano, ad esempio, ai due genitori che non riuscivano a mettersi d’accordo sulle vacanze, ha fissato l’udienza per discutere il ricorso dopo le vacanze, costringendo i due a mettersi d’accordo da soli. A Catania, invece, il Tribunale è andato oltre, decidendo che il figlio di una coppia venisse collocato stabilmente presso il padre, nonostante la madre fosse anch’essa idonea a prendersi cura del minore.

Gli obiettivi sono due: quello di rendere i padri più responsabili ma anche quello di non far patire loro le conseguenze dolorose del distacco con i figli, una volta che il Tribunale ne abbia stabilito la residenza abituale presso la casa della madre. Ma non va trascurato un altro profilo. Occorre conferire alle madri maggiore autonomia, uno spazio entro il quale poter costruire un percorso professionale, che viene loro molto spesso precluso nel momento in cui gli si affidi in via esclusiva la cura dei bambini.

In proposito, i Giudici di Piazza Cavour, con la sentenza n. 27/2017, hanno ribadito che “l’affidamento condiviso dei figli minori ad entrambi i genitori costituisce il regime ordinario di affidamento, tranne quando tale regime sia pregiudizievole per l’interesse dei figli, alterando e ponendo in serio pericolo il loro equilibrio e sviluppo psico-fisico. In tal caso la pronuncia di affidamento esclusivo deve essere sorretta da una puntuale motivazione in ordine non soltanto al pregiudizio potenzialmente arrecato ai bambini da un affidamento condiviso, ma anche all’idoneità del genitore affidatario e all’inidoneità educativa o alla manifesta carenza dell’altro genitore”. Così sentenziando, la Cassazione ha aperto la strada alla possibilità che i figli minori vengano affidati in via esclusiva al padre laddove la madre sia palesemente inidonea a svolgere un ruolo educativo e protettivo verso gli stessi.

In questo cammino un ruolo importante è stato svolto anche dalle associazioni che, raccogliendo le istanze dei padri separati, hanno cercato di offrire loro un’adeguata tutela, anche sotto il profilo psicologico. Con questa missione è nata da pochi giorni “Pater Familias – Associazione Padri Separati Catania”, un’associazione catanese fondate e voluta fortemente dagli Avvocati Francesco Navarria ed Elena Cassella, composta da altri professionisti, quali avvocati e psicologi, con lo scopo precipuo di aiutare le famiglie ed i figli attraverso l’ascolto ed il supporto del padre, figura spesso vittima nei rapporti familiari e sul quale pesa un condizionamento ambientale, giudiziario e politico.

L’Associazione muove dal presupposto che dare più ascolto ai padri può contribuire anche a far diminuire gli episodi di violenze contro le donne e soprattutto a migliorare il rapporto familiare. Infatti, secondo i dati Istat, su ogni 1.000 matrimoni in Italia, 311 finiscono con una separazione e 174 con un divorzio. Nella maggior parte dei casi, i figli vengono affidati alle mamme, alle quali, di conseguenza, è affidata anche la casa dove continuare a crescere i bambini.

Inoltre, secondo i dati Caritas, più del 58% dei padri separati o divorziati denuncia un peggioramento nella qualità dei rapporti con i figli, in termini di frequenza di incontro, spazi di vita, tempo da dedicare alla relazione e possibilità di partecipare a momenti importanti.

Il progetto dell’associazione e di tutto il gruppo di professionisti è quello di assistere a 360 gradi i padri separati perché non siano padri DISPERATI ma diventino padri APPAGATI, nella consapevolezza che questi genitori sono spesso le vere vittime di un ambiente familiare in fase di deterioramento.

È, quindi, necessario che legislatore e società civile agiscano sinergicamente per impedire che i padri restino la parte debole di questo percorso.