“Disturbi comportamentali dell’alimentazione”, conferenza all’Istituto Gemmellaro di Catania

“Disturbi comportamentali dell’alimentazione”, conferenza all’Istituto Gemmellaro di Catania

CATANIA – Lo scorso 29 gennaio, nell’aula magna dell’Istituto “Carlo Gemmellaro” di Catania si è svolta la conferenza dal titolo “Disturbi comportamentali dell’alimentazione”presieduta dal Dirigente Scolastico Prof.ssa Concetta Valeria Aranzulla e che ha avuto come relatori il dottore Vincenzo Bonaccorsi, Biologo-Nutrizionista, e il dottore Salvatore Bruno Riscica, Psicologo-Psicodiagnosta.

All’ incontro hanno partecipato gli alunni delle classi terze, quarte e quinte dei seguenti indirizzi: Turismo, Amministrazione Finanza e Marketing, e Informatica.



L’evento è stato organizzato dal Lions club Catania Lago Di Nicito, presidente la dottoressa Anna Privitera con la collaborazione della professoressa Enza Pulvirenti, docente dell’Istituto e socia fondatrice del club Lions.

Il Dirigente Scolastico, dopo i saluti di rito, ha sottolineato la funzione importante che svolgono i centri per i disturbi alimentari, dove Medici- Psicologi- Nutrizionisti-Psicoterapeuti lavorano in equipe multidisciplinari per aiutare le persone a esternare le sofferenze, spesso nascoste e inespresse che sfociano in una condotta di rifiuto di una corretta alimentazione. L’invito rivolto agli studenti è stato quello di seguire con attenzione le indicazioni dei relatori, al fine di comprendere l’importanza della problematica che sarà trattata per preservare la propria salute.


Interessante l’intervento della dottoressa Anna Privitera, che ha ringraziato il Dirigente Scolastico per aver accolto la proposta del club nell’ambito del progetto “Ananke” centro per la cura dei disturbi alimentari, del Service Multidistrettuale. I Lions operano per portare aiuto con integrità ed energia ovunque sia necessario nelle nostre comunità e in tutto il mondo. “Definiamo Services, tutte le attività umanitarie che svolgiamo a titolo completamente gratuito in modo efficiente grazie a un’ottima capillare organizzazione. Il nostro motto è ‘We Serve'”.

Successivamente è intervenuto il Dottore Vincenzo Bonaccorsi, Biologo -Nutrizionista, che ha messo in evidenza che i disturbi della nutrizione, dell’alimentazione e del comportamento alimentare rappresentano una delle più frequenti cause di disabilità giovanile e a essi si associa un rischio elevato di mortalità. Insorgono prevalentemente durante l’adolescenza e colpiscono soprattutto il sesso femminile. I comportamenti tipici di un di disturbo dell’alimentazione sono: rifiuto dell’introito del cibo, il digiuno, le crisi bulimiche, il vomito per controllare il peso, l’uso di lassativi o diuretici allo scopo di controllare il peso e un’intensa attività fisica. L’iniziale perdita di peso può portare la persona a sentirsi meglio, a ricevere complimenti, a vedersi più magra, più bella e a sentirsi più sicura di sé.

Il dottore Salvatore Bruno Riscica, Psicologo-Psicodiagnosta, si è rivolto agli studenti per spiegare la necessità di una diagnosi accurata finalizzata alla valutazione della personalità, o “assessment”, l’attività tesa a descrivere e comprendere le caratteristiche più profonde dei vari aspetti che compongono e definiscono la personalità di un individuo, allo scopo, ovvero ad una conoscenza profonda che orienterà il lavoro successivo. I principali disturbi dell’alimentazione sono: Anoressia, Bulimia e Obesità, esse sconvolgono la vita di una persona e ne limita le sue capacità relazionali, lavorative e sociali. Tutto ruota attorno al cibo e alla paura di ingrassare, motivo di ansia è andare in pizzeria con gli amici, partecipare ad un compleanno, spesso i pensieri sul cibo assillano la persona anche quando non è a tavola ma si trova o a scuola o al lavoro. Guarire è possibile e l’obiettivo può essere raggiunto seguendo un percorso terapeutico mirato, l’approccio alla cura è duplice si deve curare il corpo e la mente. Il percorso necessita l’intervento di un’equipe multidisciplinare che coinvolga sia la persona malata che i suoi familiari, bisogna scoprire i disagi psicologici con grande cautela ed estrema sensibilità. In gioco non c’è solo la condotta alimentare, ma l’intera rete di relazioni, l’ambiente sociale, la storia di ogni soggetto con vissuti, traumi e lutti.

Infine, si è aperto un ampio dibattito con gli studenti e i relatori hanno consigliato di comunicare ai propri familiari i disagi psicologici, evitare di alzare un muro che non permette il dialogo, “è importante essere uniti il senso di colpa impedisce di vedere le vie di uscita. Un disturbo dell’alimentazione è una malattia e non è una questione di volontà e richiede l’intervento di figure professionali”.

Il Dirigente Scolastico ha sollecitato i ragazzi a seguire i consigli degli esperti e ha ricordato che sono presenti associazioni familiari che si occupano di sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica sanitaria con vari tipi di iniziative. Svolgono un ruolo importante e possono rappresentare una rete di solidarietà ed aiuto per le famiglie in difficoltà.