Ars, triplice smacco per Crocetta messo in ginocchio sulla lotta alla mafia

Ars, triplice smacco per Crocetta messo in ginocchio sulla lotta alla mafia

PALERMO – Rosario Crocetta e la sua maggioranza escono sconfitte da sala d’Ercole per ben tre volte e lo smacco per il presidente è rappresentato dalla votazione di tre emendamenti che vanno contro i voleri della presidenza.

Il primo riguarda il taglio – avvenuto con un emendamento dei deputati autonomisti Di Mauro e Greco – dei fondi per la comunicazione istituzionale della presidenza della Regione.

Ma non è finita qui. Proprio sulla lotta alla mafia – bandiera della “rivoluzione” di Crocetta – il presidente ha subito un altro smacco. Infatti – attraverso un emendamento al bilancio del Movimento 5 Stelle – sono stati tagliati i fondi per 214mila euro destinati alle auto blu della Regione per destinarli, invece, all’assegnazione di borse di studio per la lotta a Cosa Nostra.

La norma prevede la realizzazione di manifestazioni, gemellaggi, incontri e iniziative formative aventi come tema i problemi legati alla lotta contro la criminalità mafiosa ed i poteri occulti.

“Crocetta – dice Gianina Ciancio, la firmataria dell’emendamento – da paladino dell’antimafia aveva azzerato i capitoli per questo tipo di iniziative che sono molto più efficaci di qualsiasi slogan o parole vuote, alle quali il presidente ci ha ormai abituato”.

Il terzo schiaffo è venuto, ancora una volta, da un emendamento a firma degli autonomisti Di Mauro e Greco che ha previsto il taglio di 100mila euro per gli esperti e i consulenti del presidente.

L’intera cifra destinata al capitolo del bilancio era di 250 mila euro. Sul piatto adesso vi sono gli oltre 1.000 emendamenti divisi tra i 450 al bilancio e i 650 alla finanziaria.

Intanto l’Ars ha approvato il bilancio interno per il 2015, che contiene un taglio alla spesa di 2,86 milioni di euro.

Previste diverse riduzioni riguardo il personale: circa 7 milioni in meno rispetto all’anno scorso e il pensionamento di alcuni dipendenti oltre che dei tetti salariali. È stato approvato anche il rendiconto per il 2013.

Probabilmente per evitare il peggio la seduta è stata sospesa e rinviata a domani alle 15.

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