Gangi, uno dei più belli Comuni delle alte Madonie: la GUIDA

Gangi, uno dei più belli Comuni delle alte Madonie: la GUIDA

GANGI – Gangi, in provincia di Palermo, è uno dei Comuni più belli delle alte Madonie e offre al visitatore un panorama di straordinaria bellezza e, addirittura, quando il cielo è terso si riesce a intravedere anche l’imponente Etna!

Scopriamo insieme tutto quello che c’è da sapere su questo bellissimo borgo.

Descrizione di Gangi

Collocato a ben 1.011 metri sul livello del mare, arroccato sul Monte Barone e circondato da verdi colline, Gangi (Ganci in siciliano) è una località ricca di storia, cultura e testimonianze che vanno dalla Preistoria al periodo Greco e Romano ben visibili quando si compie un tour del posto. L’intero paesino, infatti, sorge sulle rovine di un insediamento ellenico.

Tutto il centro storico – un autentico borgo medievale interamente ricostruito nel 1300 a seguito della distruzione avvenuta nel 1299 durante la guerra del Vespro – si snoda attraverso alcune stradine in ciottoli più o meno strette ma tutte caratteristiche.

Nel tragitto si possono notare case tipiche una dietro all’altra, antiche chiese e palazzi signorili ma una particolarità è che vi sono pochi – se non quasi assenti – negozietti di souvenir, nonostante sia una delle mete predilette soprattutto negli ultimi anni.

Il borgo ha ricevuto diversi importanti riconoscimenti: primo tra tutti è stato designato come uno dei Borghi più belli d’Italia (dove si trova la dicitura “Profumo di montagna“), poi dal 2012 è entrato a far parte dei Comuni Gioiello d’Italia ed è l’unico paese siciliano ad aver avuto attribuito il titolo dalla presidenza del Consiglio dei Ministri,

dipartimento per gli affari regionali, turismo e sport e dall’Anci. Inoltre, ha vinto il Premio Smart Communities Smau. 2015 ed è tra Les Plus Beaux Villages De La Terre. Ma non è tutto: nel 2014, nel corso del programma “Alle falde del Kilimangiaro venne eletto “Borgo dei Borghi“.

Cosa vedere a Gangi

A Gangi sono tanti i punti d’interesse e, per aiutare il turista, infatti, vi è un apposito percorso guidato” che segna la strada da percorrere per visitare tutto dal Duomo fino in cima al Castello.

Ecco, quindi, cosa vedere assolutamente una volta giunti in loco.

  • CHIESA MADRE

La Chiesa Madre, edificata in Età Normanna, è dedicata a San Nicola di Bari ed è composta da tre navate con cappelle ed è sormontata da un’ampia cupola. All’interno, invece, possiamo notare il Giudizio Universale di Giuseppe Salerno del 1629 oltre a statue dello scultore gangitano Filippo Quattrocchi. Accanto si erge l’antica torre civica, oggi trasformata in campanile.

All’origine erano due strutture indipendenti ma, successivamente, l’ampliamento della Chiesa ha inglobato parte della torre nella sua struttura.

  • CRIPTA

La cripta o “Fossa dei parrini“, sotto il piano della navata destra della Chiesa Madre, conserva spoglie mummificate di diversi sacerdoti (tutte catalogate con un’etichetta sopra) ed è composta da due sale in comunicazione con i sotterranei della Chiesa, oggi chiusi.

Poco prima di accedere, sulla parte in cima alla scalinata, si legge una frase che funge da invito rivolto ai fedeli alludendo alla visita materiale, ma soprattutto è un incitamento di ordine spirituale.

  • FONTANA DEL LEONE E PIAZZA DEL POPOLO

Nella centralissima Piazza del Popolo, con il suo Belvedere che si affaccia sulla vallata sottostante e il “mantello di tetti”, si trova la Fontana del Leone: donata ai cittadini di Gangi nel 1931 dall’allora podestà Cav-Gioacchino Mocciaro.

La fontana ha un valore storico ed è carica di simbologia: il leone rappresenta la lotta alla mafia rurale.

  • PALAZZO BUONGIORNO

Il Palazzo Buongiorno risale alla metà del XVIII secolo ed è un edificio costruito dall’omonima famiglia verso la metà del 1700 e che presenta, ad oggi, le camere da letto affrescate dal pittore romano Gaspare Fumagalli e dal suocero. Si può visitare la Biblioteca, la Segreteria e la Cappella.

  • MUSEO CIVICO-ARCHEOLOGICO

Da non perdere, il Museo Civico-Archeologico, all’interno del Palazzo Sgadari, che raccoglie reperti provenienti dall’area del Monte Alburchia e da Gangi Vecchio. I



rinvenimenti vanno dall’epoca arcaica all’età imperiale Romana, fino a quella Paleo- Cristiana. I più antichi sono datati tra il VII e il VI secolo a.C. Di particolare interesse la sezione Etno-Antropologica e la sezione delle Armi.

  • CHIESA DI SAN CATALDO

Un’altra tappa immancabile è la Chiesa di San Cataldo, risalente al periodo Normanno e rimaneggiata nei secoli successivi. All’esterno vi è un campanile con guglia maiolicata.

L’interno, a tre navate, vi sono opere di Giuseppe Salerno e Filippo Quattrocchi.

  • CASTELLO DEI VENTIMIGLIA

Il Castello dei Ventimiglia, eretto nel XIV secolo, domina l’intero borgo ed è collocato su un picco a più di 1000 metri d’altezza. L’ala che è rimasta praticamente intatta è quella Sud-Ovest, che dà su Piazza Valguarnera. Dal lato opposto, si trova l’ala sullo strapiombo settentrionale del Monte Marone con un magnifico panorama sul Parco delle Madonie.

Oggi, però, è di proprietà privata quindi è visitabile solo all’esterno.

  • SANTUARIO DELLO SPIRITO SANTO

Il Santuario dello Spirito Santo è un luogo suggestivo ed emozionante. Custodisce anche un’antica leggenda: si dice che prima esistesse, nello stesso luogo, un’edicola votiva dedicata allo Spirito Santo, con all’interno un masso e l’immagine dipinta del Padre Eterno con una colomba sul petto.

Per sfuggire alle persecuzioni del VIII secolo, il dipinto venne sotterrato e dimenticato fino a quando, un giorno, un contadino sordomuto scavò un pozzo e trovò il masso con la “sorpresa” all’interno: dal sopracciglio del Padre Eterno gocciolava sangue. E proprio in questo luogo venne poi eretto il Santuario.

Cosa mangiare a Gangi

Trionfo anche di sapori a Gangi dove si può assaporare la classica Pasta ccu maccu (ditaloni conditi con purè di fave verdi) insieme al Castrato al forno con patate (carne d’agnello cotta al forno e aromatizzata con vino rosso, rosmarino e spezie).

In Quaresima, troveremo il Baccalà fritto con finocchietto selvatico di contorno. Mi raccomando: da provare il Caciocavallo (formaggio pecorino di primo o secondo sale, stagionato e con grani di pepe). Rinomata anche la Salsiccia secca.

E i dolci? a Natale da mangiare assolutamente è la Cucchia (pasta frolla con mandorle, uva passa e fichi secchi come ripieno); in estate e autunno immancabili sono i Mastacuttè (biscotti con farina, zucchero e succo di fichi d’India).

Esperienze da vivere a Gangi

L’atmosfera suggestiva che si respira è lo scenario naturale delle feste tradizionali e per gli eventi turistico-culturali. Tra questi, degna di nota, La Via degli Odori: un intero weekend dedicato alla scoperta delle piante aromatiche del borgo, un percorso sensoriale tra le Chiese e i vicoli caratteristici dell’antico quartiere di Santa Lucia.

Il Borgo dei Borghi diventa anche “Eco-Borgo” con incontri, mercatini, arte del riciclo, alimenti a Km 0, biologici, dibattiti, mobility e baratto.

Inoltre, da non perdere, la Festa dei Burgisi e la Sagra della Spiga, rispettivamente la prima e seconda domenica d’agosto. La prima è un ringraziamento al Creatore e assicura lo svolgimento del tempo ciclico delle stagioni e garantisce gli elementi di sussistenza (il raccolto). In questo quadro, il pane, composto in sei gigantesche forme, viene portato in processione da giovani in costume locale e assume un ruolo centrale: accomuna il prodotto della terra e il lavoro dell’uomo.

La Sagra della Spiga, invece, è una manifestazione folkloristica di carattere campestre, la cui tradizione è radicata nel tempo: iniziarono alcune famiglie di contadini benestanti che avevano la possibilità di possedere e allevare il bestiame. Rievoca i costumi, le tradizioni e la cultura della vita contadina di un tempo e consta di vari momenti: “A Vanniata da Festa“, “U Corteo du Zitu“, “A Zuccatina da Zita“, “A Manciata di Novi cosi“, Il corteo di Demetra“, “U Bagliu du Baruni” e “U Pisatu“.

A Carnevale, il Martedì Grasso, si svolge la tradizionale manifestazione “A Cravaccata“: sfilata di cavalieri mascherati e carri allegorici di ogni tipo. A Natale, invece, l’intero borgo si trasforma completamente per dar vita a uno dei più suggestivi Presepi viventi, con annesso concerto di campane e mercatino, il tutto ha come palcoscenico il centro storico di Gangi.

Scendete o vivi a visitar la morte, pria che la morte a visitar voi scenda. Fu sempre bene prevenir la sorte

Scritta all’ingresso della “Fossa dei parrini”