PALERMO – A distanza di 46 anni dall’omicidio di Piersanti Mattarella a Palermo, ricordiamo uno degli uomini che maggiormente si sono distinti nella lotta alla mafia.
46 anni dalla scomparsa di Piersanti Mattarella
Piersanti Mattarella, l’allora Presidente della Regione Siciliana, nonché fratello dell’attuale Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, aveva tra gli obiettivi quello di rendere Palermo migliore, attraverso un’opera di modernizzazione. Inoltre stava lavorando affinché la Sicilia diventasse una delle regioni più pulite d’Italia.
Molteplici le attività, i cambiamenti e le innovazioni applicate nel corso del suo mandato. Aveva a cuore la Sicilia, Palermo, e naturalmente i suoi abitanti. A “scuotere” Cosa Nostra fu in particolare l’introduzione di due leggi importanti, ovvero quella urbanistica e l’altra sugli appalti.
Il lavoro, la carriera e l’impegno per una Palermo e Sicilia migliori
Proseguì con il programma di riforme, con l’attuazione del piano di sviluppo della Sicilia, fino a quando dispose, per l’esattezza nel 1979, un’ispezione straordinaria al Comune di Palermo, che riguardava la costruzione di sei edifici scolastici, assegnati ad altrettante imprese edili, tutte riconducibili ad una sola persona, Rosario Spatola.
Il tutto era molto sospetto, anche a causa di possibili legami tra l’imprenditore e il clan mafioso Inzerillo-Gambino. In effetti, a seguito di varie indagini e accertamenti, emersero numerose irregolarità, al punto tale da dover annullare la gara d’appalto.
Il terreno diventò ancor di più un vero e proprio “campo minato” dopo un discorso “pesante”, pronunciato dallo stesso Mattarella, nei confronti della criminalità organizzata. Ciò portò ad avere una Sicilia divisa in due, con “buoni e cattivi“, facendo schierare da una parte o dall’altra i cittadini.
L’attentato mafioso di Piersanti Mattarella la mattina dell’Epifania
Piersanti Mattarella venne ucciso la mattina dell’Epifania, il 6 gennaio 1945, sulla via Libertà di Palermo. L’uomo stava per andare a messa insieme alla famiglia, a bordo della sua Fiat 132, quando fu raggiunto da un uomo che gli sparò una prima “raffica” di colpi di rivoltella calibro 38, e subito dopo arrivò una seconda “scarica”, stavolta esplosa da un complice.
Per l’omicidio vennero condannati i boss mafiosi Salvatore Riina, Michele Greco, Bernardo Provenzano, Bernardo Brusca, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nené Geraci.
Da qualche tempo a questa parte però, alla luce di nuovi risvolti e indizi, le indagini sono state riaperte. Quel tragico 6 gennaio infatti, l’esecutore materiale, secondo l’inchiesta e recenti attività info-investigative della Procura di Palermo, fu Antonio Madonia, mentre l’altro uomo, complice nell’attentato e alla guida del secondo veicolo, sarebbe stato Giuseppe Lucchese.
Le iniziative per la giornata di oggi: momenti di riflessione, commemorazione e ricordo
Numerose le iniziative previste per la giornata di oggi sia a Palermo che nel resto dell’Isola. Nel dettaglio, a Castellammare del Golfo, si svolgerà a partire dalle ore 11:30 al cimitero comunale, la commemorazione di Piersanti Mattarella, in occasione del 46esimo anniversario dalla sua scomparsa.
Il sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto, guiderà la sobria cerimonia in ricordo di Mattarella, nonché un corteo. Quest’ultimo si sposterà dall’ingresso del cimitero, fino alla chiesetta interna, dove sarà deposta una corona d’alloro sulla tomba di Piersanti Mattarella, omaggiato anche con un ricordo ed un momento di silenzio/preghiera.
Le parole del sindaco di Castellammare del Golfo, Giuseppe Fausto
“Piersanti Mattarella – afferma il sindaco, Giuseppe Fausto – è stato un concittadino di altissimo spessore umano e politico. Ricordare il suo esempio, guidato da responsabilità e visione strategica, significa trasmettere alle nuove generazioni un modello di dedizione civile e rigore istituzionale in difesa della legalità, onorando così la memoria di Piersanti e di tutte le vittime della mafia“.




