Omicidio Nino Agostino e Ida Castelluccio, ergastolo per il boss Nino Madonia: la sentenza a 32 anni dall’assassinio

Omicidio Nino Agostino e Ida Castelluccio, ergastolo per il boss Nino Madonia: la sentenza a 32 anni dall’assassinio

PALERMO – Oggi, 19 marzo 2021, un omicidio di mafia avvenuto nel 1989 ha avuto finalmente dei colpevoli. Il grande giorno è arrivato, quasi 32 anni dopo quel famigerato 5 agosto 1989, il poliziotto Antonino Agostino e la moglie Ida Castelluccio, hanno avuto giustizia. Il gup di Palermo, Alfredo Montalto, ha condannato all’ergastolo il boss Nino Madonia accusato del duplice omicidio dei due coniugi. Il processo si è svolto con rito abbreviato, così come richiesto dell’imputato. Dopo anni di depistaggi e omertà, a luglio 2020 qualcosa si era finalmente mosso con il rinvio a giudizio per i boss Madonia e Gaetano Scotto, il quale però ha scelto il rito ordinario così come Francesco Paolo Rizzuto, accusato di favoreggiamento. Il processo a carico di Scotto e Rizzuto avrà inizio il 26 maggio 2021.

Dopo 32 anni il padre di Agostino, Vincenzo, potrà tagliarsi barba e capelli, lasciati crescere in segno di protesta contro i depistaggi. Inizialmente, infatti, la Squadra Mobile di Palermo seguì una pista passionale dietro l’omicidio, omettendo l’attività di intelligence svolta dall’agente facente anche parte dei servizi segreti del SISDE, che pare abbia avuto un ruolo fondamentale nelle indagini sull’attentato fallito contro Giovanni Falcone all’Addaura del 21 giugno 1989. Anche gli stessi Falcone e Borsellino parteciparono ai funerali dei due coniugi uccisi. Nel mezzo anche una richiesta di archiviazione da parte della Procura di Palermo avocata, però, dalla Procura Generale.


Da ricordare che Nino Madonia è stato già condannato a 30 anni di reclusione per l’omicidio di Lia Pipitone, uccisa a 24 anni durante una finta rapina, il 23 settembre 1983. Assieme a lui stessa condanna per il boss Vincenzo Galatolo.

Solo negli ultimi anni l’omicidio è stato collegato all’attività investigativa dell’agente Agostino, che si sarebbe allontanato dai servizi segreti a causa di presunti rapportiopachi” tra i colleghi e alcuni esponenti di Cosa Nostra. Secondo l’accusa, fu proprio questa scelta che condannò a morte il poliziotto al quale Giovanni Falcone, per sua stessa ammissione, “ha dovuto la vita“.

Hanno avuto giustizia pure la bimba che Ida Castelluccio portava in grembo da 5 mesi e la madre di Antonino Agostino, Augusta Schiera, che per anni ha raccontato nelle scuole la storia del figlio e della nuora, lottando per la verità assieme al marito, ma morendo senza mai conoscerla il 28 febbraio del 2019. Anche lei da lassù avrà tirato un gran sospiro di sollievo per la condanna inflitta ai mandanti del duplice omicidio. Uno schiaffo all’omertà, alla mafia e all’impunità. Uno schiaffo anche a chi era un amico di Agostino, ma è finito indagato per favoreggiamento (Francesco Paolo Rizzuto), agli esponenti dello Stato deviati, a chi aveva apposto il sigillo di “Segreto di Stato” alle indagini, a chi, invece di assolvere il proprio dovere di protezione dei cittadini, si è schierato dalla parte sbagliata. Un primo importante tassello, con la consapevolezza che altri, però, ancora potrebbero essere inseriti nel conto.

Fonte foto: Facebook – Flora Agostino